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INTRODUZIONE
|
| Ormai
sono sei mesi che ogni lunedì
pubblico un breve racconto di
vita vissuta |
| che
ha ottenuto un insperato
interesse da parte di tutti
gli amici che navigano |
| in
internet. Moti mi spingono a
continuare e questo è uno
stimolo che mi fa feli- |
| ce
e non posso nascondere che mi
rende orgoglioso pensando che
tutto ha avuto |
| inizio
per caso seguendo
il consiglio di una cara
amica. Parlando con
alcuni |
| amici
ho maturato l'idea che era
giunto il momento di fare
qualcosa di più impe- |
| gnativo
ed ecco che il destino mi da
l'occasione di realizzare una
nuova espe- |
| rienza
. Un'incontro casuale e come
in una favola il mio amico
Piero mi ha parla- |
| to
degli appunti che
aveva scritto in
occasione di un suo
viaggio in India e |
| Nepal
. Dalle parole ai fatti il
passo è breve ed ecco che
sono in possesso di al- |
| cuni
fogli dattiloscritti corredati
di fotografie del viaggio.
Inizio la lettura ed |
| immediatamente
mi sento trasportato in un
mondo sconosciuto. Anch'io in
gioven |
| tù
, ho viaggiato molto visitando
paesi e nazioni anche oltre
oceano ma in cinque |
| anni
di navigazione non ho mai
avuto il piacere di andare in
oriente. Al contra- |
| rio
il mio amico Piero ha
viaggiato soprattutto in
oriente e tale diversità
è
alla |
| base
della nostra amicizia e stima
reciproca. Ed ecco nascere
l'idea di questo |
| racconto
che non si sviluppa in
un solo capitolo
o pillola ma sarà
una serie di |
| capitoli
che narreranno l'avventura
che
ha vissuto , con la moglie ,
in India e |
| nel
Nepal , dove le abitudini , la
religione , le tradizioni
sono
totalmente diver- |
| se
dalle nostre. Dove è
possibile capire il modo di
vita solo alla luce dell'indui- |
| smo
e del buddismo , le
religioni più diffuse
e tra le più
antiche del mondo. |
| Tutto
quello che circonda le persone
è parte dell'essere ed in
India ogni cosa |
| profuma
di Induismo e di Buddismo .
A
questo punto è necessario
fare alcune |
| considerazioni
sull'Induismo e sul
Buddismo perché mi aiuteranno e vi
aiute- |
| ranno
a capire il racconto.
Agli occidentali viene
spiegato che per l'Induismo |
| la
vita dell'uomo sulla
terra può essere
sintetizzata con
il Karma " indica
il |
| susseguirsi
delle azioni in vita che , se
saranno buone , incarnazione
dopo incar |
| nazione
conducono al congiungimento
con l'Essere Supremo ",
mentre il Dharma |
| "
indica il dovere , la
virtù , le leggi che regolano
la società , le caste,i
rappor- |
| ti
di ogni individuo con gli
altri " ; mentre i
Buddisti percepiscono
il mondo
se- |
| guendo
i quattro insegnamenti
fondamentali di Budda e la
visione del concetto |
| di
Io , la relazione tra l'Io e i
suoi vari modi di rapportarsi
al mondo., il sentie- |
| ro
buddista e la meta finale. Mi
limito nell'indicare le
Quattro Nobili Verità co- |
| me
primo insegnamento impartito
da Budda : la prima è
che la vita è doloro- |
| sa
e frustante , la seconda
è che la sofferenza ha una
causa ,la terza è |
| che
si può porre fine alla causa
della sofferenza e la
quarta il modo , il sen |
| tiero
, che conduce all'eliminazione
della causa della sofferenza. |
|
. |
|
Un
ringraziamento all'amico Piero
perché senza il suo aiuto non
avrei mai potu- |
| to
scrivere
questa storia di vita a cui
dedico una pagina del mio sito
e che intito |
| to
"APPUNTI
DI VIAGGIO " |
| Sono
certo che piacerà a tutti
coloro che la leggeranno
perché si sviluppa ana- |
| lizzando
un modo di vita molto diverso
da quello dei popoli occidentali , inoltre |
| mi
piace paragonare Piero
ad una
cinepresa perché ha la rara
capacità di de- |
| scrivere
tutte le situazioni in
modo
completo , staccato ,
analizzando ogni più |
| piccolo
particolare come se lo vivesse
nel momento stesso che lo
racconta. Nel |
| corso
della lettura , soprattutto
nelle prossime puntate , vi
sentirete trasportati |
| in
questo mondo da favola di cui
abbiamo sentito molto parlare
e che ognuno di |
| noi
vorrebbe visitare. |
|
. |
| CAPITOLO
N.1 |
| -
DESTINAZIONE INDIA - |
| Sono
nella casa del mio amico che
mi guarda e sorride , poi
chiude gli occhi
ed |
| inizia
il racconto
precisando che
quando guarda le foto , i
filmini o parla del |
| viaggio
sente sensazioni ed emozioni
particolari , rievocando e
rivivendo l'avven |
| tura
del viaggio. Una breve
pausa e poi riprende . . . . .
. .... siamo
all'aeroporto
, |
| davanti
al mastodontico Boeing
dell'Air India e sottovoce
sussurra quello che |
| legge
sulla sua fiancata " Il
vostro palazzo in cielo
" Non riusciva ad
immagina |
| re
come un così grande palazzo
avrebbe potuto alzarsi in
volo. Poi sale la scalet |
| ta
a due rampe ed è
accolto da uno
steward in divisa , da una
hostess in sari |
| zafferano
le mani giunte nel gesto del
namaskar , e da un aroma
di sandalo , di |
| spezie
ed
umanità.
L'interno è decorato con
figure azzurrine mentre
risuona |
| dagli
altoparlanti una nenia diffusa
a basso volume e ,in
una luce da acquario, |
| svela
il più straordinario
campionario di fogge, di volti
e di colori. Sikh massic- |
| ci
con turbanti azzurri , rossi ,
neri da cui spuntano le folte
barbe ben raccolte |
| ed
ordinate , donne
di tutte le
età e di tutte le stazze
ravvolte nell'anarchia |
| cromatica
dei sari , smilzi
e macilenti hindù
in achkan o in abiti
occidentali , |
| fieri
volti di rajput , occhi
e barbe aggressivi
, rotondi volti di mund
,pallide |
| facce
di europei , occhialuti
giapponesi , esangui
nordici e grifagni
lineamenti |
| medio-orientali.
L'aereo rulla sulla pista , i
motori si imballano e , dopo
una |
| lunga
corsa , si alza
in volo verso il Libano
per fare tappa a Beirut. Quasi
non |
| ci
rendiamo conto di essere
partiti ed ecco . . . . . . |
|
. |
| 04
novembre 2010 riprende il
racconto
. . . . |
| .
. . . . . . .. . . .. . . . .
.. .. . . . . . . ,
in basso , le luci della
città che sfavillano nell'o- |
| scurità
e , sulla costa , segnano con
precisione il confine tra
terra e mare. Ini- |
| zia
la manovra di atterraggio ,
l'aereo si abbassa sulla
città , la sorvola ed ecco |
| apparire
davanti la fusoliera
l'aeroporto. Guardando dai
finestrini si
vedono |
| nitidamente
le strade inondate di luce e
percorse da un interrotto
flusso di aut |
| Appena
a terra gli addetti provvedono
a fare il pieno di carburante
, scendono |
| passeggeri
, ne salgono altri e di nuovo
l'aereo si alza in volo verso
l'India. La |
| pace
dell'immensità del cielo ed
il rombo sommesso dei motori
aiutano i passeg- |
| geri
ad appisolarsi mentre stanno
volando incontro al sole. Con
un piccolo calco |
| lo
il mio amico si accorge che
la notte si è accorciata di
quattro ore e mezza |
| inoltre
in solo dieci ore effettive ,
compresa la sosta a Beirut il
Boeing atterra |
| a
Delhi. . . . una
considerazione che lo fa
ridere " ha impiegato
meno tempo che |
| andare
in treno ad Arezzo" .
Fuori è ancora buio e sulla
scaletta i viaggiatori |
| vengono
avvolti in un caldo umido che
li illanguidisce , sommato
alla stanchezza |
| ed
alle emozioni , non vedono
l'ora di raggiungere l'albergo
per fare un buon |
| riposo.
Piero sembra guardare nel
vuoto ma è solo un
momento per raccogliere |
| le
idee e per capire a che punto
è arrivato , poi sorride
ed aggiunge " forse è |
| la
prima volta nella mia vita che
riesco a raccontare qualcosa
senza che l'inter- |
| locutore
abbia l'opportunità di
interrompermi o paragonare le
mie con le sue vi- |
| cende
" quindi sospira e prima
di riprendere il racconto ,
quasi volesse scusar- |
| si
aggiunge " dove siamo
arrivati ? " A ricordo .
. . . siamo appena
atterrati a |
| Delhi.
Mentre scendiamo la scaletta i
volti scuri del personale di
terra ci guar- |
| dano
con ironica curiosità mentre
i loro denti mandano bagliori
alla luce dei fa- |
| ri
quando ridono dei nostri abiti
e dei nostri lineamenti .
Piero chiude gli occhi |
| quasi
a ricordare meglio ed aggiunge
. . . . . grossi e radi
goccioloni ci fanno al- |
| zare
lo sguardo al cielo basso e
nuvoloso , non dobbiamo
dimenticare che siamo |
| ancora
nella coda del monsone.
Finalmente gli autobus ci
portano ai posti di con |
| trollo
dove severi funzionari
esaminano con lentezza e
pignoleria carte di sbar- |
| co
e passaporti. Brusche
domande in un inglese che non
sempre si riesce a capi |
| re
, scribacchiamenti , timbri ,
visti mentre nel camerone
alcuni ventilatori fun- |
| zionano
e nel caldo umido aleggiano
sconosciuti aromi di muffe e
di spezie . Più |
| in
alto , da una balconata,
dietro un vetro lattiginoso si
accalcano curiosi , ami- |
| ci
e parenti dei
passeggeri. Tutti
gesticolano eccitati e gioiosi
mentre salutano |
| e
mostrano , sollevandoli ,
assonnati ed indifferenti
bambini ai congiunti che |
| attendono
, in lunghe file ,di sbrigare
le formalità di sbarco. Finalmente possia |
| mo
accedere al settore svincoli
bagagli, dove affrontiamo
l'ostacolo coadiuvati |
| da
agenti di viaggio nativi ,
mentre osserviamo lo squallore
fatiscente dello stan |
| zone
ed ammiriamo le evoluzioni
d'una famigliola di uccelletti
che svolazzano |
| qua
e là , le guardinghe
esplorazioni di un topolino e
la statica fissità di alcune |
| lucertole.
Subito dopo usciamo in fila
indiana attraverso una
porticina assedia- |
| ta
da un nugolo di nativi
discinti , sbrindellati ,
segaligni , bramosi di
traspor- |
| tare
il bagaglio e guadagnare
qualche rupia. Il mio
amico Piero mi guarda e dice |
| .
. questa è l'India. . quindi
mi saluta e rimanda la
continuazione del racconto
a |
| domani. |
| CAPITOLO
N 2 |
| IL
PRIMO GIORNO IN INDIA |
| Ora
è giorno , il primo giorno in
India, il calore e l'umidità
sono molto fastidio- |
| si
.Un insistente odore di
sostanze in lenta inesorabile
decomposizione e , anco |
| ra
e sempre , di spezie , ci
riempie il naso . Riceviamo il
saluto di benvenuto da |
| un
giovane indiano pulito, curati
baffi all'inglese , assistito
da un ragazzo , ci |
| donano
la tradizionale collana di
corolle arancione quindi ci
infiliamo rabbrivi |
| dendo
in un piccolo bus con aria
condizionata. Tutto è bagnato
, ha appena fini |
| to
di piovere ed ecco la nostra
prima ossuta , spigolosa
vacca indiana
che si |
| muove
con neghittoso , abulico
sussiego nel vicino campo.
Tutto ha l'aria logora |
| e
frusta , edifici , capanne ,
tuguri , tende , campagna
e paesaggio.
Numerosi |
| corvi
svolazzano intorno o
stazionano su agonizzanti
arbusti e su stentati albe- |
| relli
emettendo il loro
sgraziato caratteristico verso
che da oggi ci accompagne |
| rà
, insieme all'inevitabile
odore per tutta l'India.
Ci muoviamo rapidamente at- |
| traverso
strade deserte per l'ora
ancora mattutina. L'autista
pigia ininterrotta- |
| mente
il clacson , ci sembra di
essere a bordo di un'ambulanza
colma di feriti |
| gravi.
L'autista scansa , sfiorandoli
, gli ostacoli più
imprevisti, striminzite vac- |
| cherelle
, famigliole di pelosi scuri
maialetti , affilati cani
dalle orecchie moz- |
| ze
e lo sguardo derelitto,
scolaretti , canuti vegliardi
che sprezzanti della loro |
| incolumità
tengono trionfalmente il
centro della strada, , , , ,
,. . . Avvicinandoci |
| al
centro della città i viali ,
le villette , i fabbricati
popolari mostrano . . . . . .
. |
|
. |
| 11
novembre 2010 riprende il
racconto . . . |
| .
. . . . . . in prevalenza un
aspetto sporco e decadente che
stringe il cuore. Solo |
| qualche
albergo fa spicco e qualche
edificio pubblico. Una nuova
pausa e poi. .. |
| .
. l'albergo che ci ospita ,
all'interno di un vasto verde
parco curatissimo e ric- |
| co
di piante esotiche è a dir
poco sontuoso. Lo dirige un
fiero rajasthano longi- |
| lineo
con il capo ornato da
un rosso turbante con la cresta ben
tesa , con un |
| bell'abito
dei nobili della sua terra.
L'interno dell'albergo è più
appariscente e |
| scenografico
di una reggia
ed è gremito di
servitori che si occupano di
noi e |
| dei
bagagli . Finalmente ci
rifugiamo con sollievo
nell'ampia ed elegante camera |
| dove
, stanchi , ci buttiamo sul
letto per un pisolino
ristoratore , in attesa di te- |
| lefonare
a
casa.
Il mio amico cessa di
raccontare e mi guarda per
vedere se |
| seguivo
il discorso , sorride e con
fare complice fa un gesto con
la mano per |
| farmi
capire che è stato testimone
di un mondo molto diverso da
quello occiden- |
| tale
dove il tempo ed i rapporti
umani sono regolati da un
ritmo di vita lento , si |
| potrebbe
dire casuale in quanto ogni
azione è staccata dalla
successiva ed è im |
| possibile
prevedere quello che può
accadere . Lo guardo e non
posso fare a me- |
| no
di pensare all'Induismo ed al
Buddismo , al Karma , al Dharma , alle Quattro |
| Nobili
Verità ed alla visione
buddista della relazione tra
l'Io e i suoi modi di |
| rapportarsi
al mondo , solo così posso
comprendere quello che mi sta
raccantan |
| do. |
| CAPITOLO
N 3 |
| VISITA
AI NEGOZI |
| Il
racconto riprende . . . . . .
decidiamo di andare per negozi
ed allora facciamo |
| fare
una telefonata anticipando la
nostra visita . Ci cambiamo ,
scendiamo e gi- |
| riamo
nell'albergo visto che
l'appuntamento era per il
pomeriggio. Pranziamo in |
| un
salone con pavimenti rivestiti
di tappeti ed elegantemente
decorato in stile |
| orientale.
Ci si serve al buffet dove
prelibatezze europee ed
orientali sono ar- |
| tisticamente
disposte su numerosi tavoli.
Dopo aver pranzato ci
affidiamo ad un |
| taxi
e , un poco smarriti ,
affrontiamo soli il
sub-continente indiano. Le
strade |
| brulicavano
di folla , di animali e di
veicoli , e , nell'umido
opprimente calore , |
| il
nostra autista evita , come un
asso del volante , ogni sorta
di ostacoli.
Tutti |
| strombazzano
tenacemente e con allegria.
Si
sorpassa a destra e a
sinistra, si |
| taglia
la strada , si riparte di
botto. , si frena bruscamente
. Quasi nessuno in- |
| veisce
ed i vari poliziotti si
destreggiano egregiamente in
mezzo a questo ribol- |
| lente
magma umano .
La gimkana in
questa poltiglia di esistenze
e di veicoli ; |
| maiali
, cani . . . cenciosi
marmocchi , famigliole , auto
moderne e d'epoca , auto |
| carri
, motorette , bici-risciò ,
biciclette . . ... .carri
trainati da buoi , da drome- |
| dari
. . . .bestie da soma
fiancheggiate da pittoreschi
proprietari . . . . ...
sparute |
| greggi
di capre e pecore, razzolanti
galline ; la gimkana - dicevo
- si protrae si- |
| no
a destinazione . Paghiamo il
tassista ed entriamo in un
edificio che ospita nu- |
| merosi
negozi. A nostra richiesta un
volenteroso giovane ci guida
attraverso un |
| dedalo
di corridoi , scalette e
cortiletti con vacca
accovacciata , sino al magaz |
| zino
di un edificio adiacente.
Con
nostra sorpresa nessuno sa
niente , nessuno |
| ha
ricevuto la nostra telefonata
, ci fissano pacati con i loro
occhi orlati di lun- |
| ghe
ciglia. Giriamo tra gli
scaffali , chiediamo i prezzi
che troviamo molto alti. |
| Ad
un tratto , come per incanto ,
spunta una giovane signora
europea , bionda , |
| parlotta
con i commessi che stanno
seguendo con divertita
indifferenza il no- |
| stro
peregrinare da uno scaffale ad
un altro , e ci rivolge la
parola in un buon |
| italiano.
E' la persona che aveva
ricevuto la nostra telefonata
ed era venuta per |
| assisterci
anche se aveva capito , dal
tono della nostra voce , che
eravamo delu- |
| si.
La nostra accompagnatrice ,
mite , dolce ma apparentemente
spenta e rasse- |
| gnata
al pari di una nativa ci
accompagna con la sua auto al
mercato dei rifugia |
| ti
tibetani attraverso le
caratteristiche vie della
città. |
| Una
nuova pausa . . . . .è tardi.
. . . . . ... ed allora il mio
amico mi accompagna alla |
| porta
dandomi appuntamento a domani.
Guardo l'orologio , sono le
sette di sera, |
| il
tempo è passato velocemente ,
mentre torno a casa rivivo
quello che mi aveva |
| raccontato
e rido da solo mentre mi
accorgo che un passante mi
sta
guardando |
| incuriosito
! !. . . .pazienza, |
| CAPITOLO
N 4 |
| IL
MERCATO TIBETANO |
| Piero
guarda la moglie quasi a
chiedere aiuto e poi riprende
. . . . .. ... il mercato |
| tibetano
è un caratteristico
bazar affollato da
acquirenti ed oziosi
intenti a |
| guardare
, a palpare ,a contrattare con
tenace pazienza
tutta orientale , le
più |
| imprevedibili
mercanzie accatastate e
stipate in bugigattoli.
Entriamo in. . . . . . |
|
. |
| 18
novembre 2010 riprende il
racconto .. . . . |
| ..
. .. . una di queste
bottegucce muovendoci con
circospezione per non provoca- |
| re
valanghe nella pila di
mercanzia stipata sino
all'inverosimile .
Ci
guardiamo |
| attorno
, c'è di tutto , borse , bronzi
, vestiti, calzari , monili. .
. .. . .ossa umane |
| scolpite
. Acquistiamo qualche
curiosità da portare con noi
pensando che avre- |
| mo
trovato chissà quante
occasioni quando avremmo
visitato il Nepal. Purtroppo |
| la
nostra accompagnatrice deve
andare via ed allora
anche noi ci congediamo |
| facendoci
chiamare un taxi. In attesa
del taxi siamo adocchiati da
un gruppetto |
| di
bambini cenciosi , scuri di
pelle e di sporcizia
che
implorano una elemosina |
| con
voce lagnosa .
A tale vista ci
commuoviamo , mentre loro ci
strattonano da |
| tutte
le parti , saliamo in auto e,
solo allora , al sicuro ,
distribuiamo una mancia |
| ta
di monetine. Più tardi
apprendiamo che si tratta
spesso di una commedia mes |
| sa
in scena da mendicanti
professionisti. I veri poveri
vivono e muoiono con mol- |
| ta
dignità e senza chiasso .
L'autista assiste alla scena
con aria tra il seccato e |
| il
divertito , poi , suona il
clacson e ci riporta al nostro
albergo.. Il mio amico mi |
| guarda
ed aggiunge . . . . eravamo
stanchi , sudati , pertanto ci
siamo buttati sot |
| to
la doccia quindi
cambiamo
l'abito e scendiamo a
fraternizzare con i turisti |
| svizzeri
presenti nell'albergo.
Alcuni
di loro parlano un poco di
italiano ed a |
| tavola
anche un cameriere parla la
nostra lingua , è una
piacevole sorpresa , ci |
| racconta
che è stato qualche tempo in
Italia. E' stata una giornata
intensa , sia- |
| mo
sfiniti pertanto andiamo a
dormire pensando che il giorno
successivo avrem- |
| mo
visitato la città. |
| CAPITOLO
N.5 |
| LA
VISITA ALLA CITTA' |
| Alle
prime luci dell'alba siamo in
piedi per la visita alla
città. Abbiamo una gui- |
| da
indiana che parla oltre al
francese anche un ottimo
italiano. Visitiamo le rovi |
| vine
del Firoz-shah Kotla , palazzo
fortezza del 14° secolo
sulle macerie del |
| quale
svetta una straordinaria
colonna eretta da Ashoka
Maurya . Non lontano |
| ai
margini di un parco fiorito
sulle rive della Yamuna ,
affluente del Gange , è |
| la
tomba di Gandhi. Quindi è la
volta della monumentale tomba
di Humayun , fi- |
| glio
di Babar , discendente di
Gengis Khan e di Timur-i-lang
fondatore della di- |
| nastia
Moghul. Il forte Rosso ,
elegante e possente simbolo
del potere Moghul , |
| lo
osserviamo solo dall'esterno
per mancanza di tempo.
Andiamo
invece ad am- |
| mirare
la Jama Masjid che si trova
nel cuore della città
vecchia.Siamo frastor- |
| nati
perchè è uno spettacolo
indescrivibile, empori ,
botteghe e scuri antri popo |
| lati
da una folla densa e dimessa
che si aggira ronzante. Siamo
circondati sem- |
| pre
da curiosi e da venditori
ambulanti con ogni sorta di
mercanzia mentre ci av |
| viamo
su per le gradinate della più
grande moschea dell'India.
Come è loro usan |
| za
deponiamo le scarpe , paghiamo
l'ingresso ed anche
per la
cinepresa ed en- |
| triamo
in un vasto cortile racchiuso
tra mura , archi e portali.
Tutti i particolari |
| dagli
ampi portali ai finestroni ,
alle cupole e cupolette
oltre agli alti minareti |
| posti
ai quattro angoli ci
impressionano e conferiscono
al tutto un senso di for- |
| za
e di pace. Terminata la visita
alla grande moschea usciamo e
ci immettiamo |
| nella
celebre via Chandni Chowk ,
una via bazar dove puoi
trovare argentieri , |
| orafi
, gioiellieri , grandi empori
e laboratori di ogni prodotto
artigianale tradi- |
| zionale
indiano. Anche qui siamo
inghiottiti da un flusso
ininterrotto di umanità |
| e
di veicoli. Il nostro bus
viaggia , sarebbe meglio dire
naviga , in questa pitto- |
| resca
confusione da cui si leva un
grande frastuono di voci , di
grida , di nenie, |
| di
motori , di zoccoli e di
clackson. Raggiungiamo
Connaugh Place e attraverso |
| la
lunghissima via del Popolo e
la via Regia
dove sorgono gli
edifici del Parla- |
| mento.
E' come un'oasi di pace nella
città convulsa e gli edifici
dalle archittetu |
| re
classicheggianti si alternano
a palazzetti tra verdissimi
prati rasati che spic- |
| cano
sulla terra rossa come quella
dei campi da tennis . Siamo
sorpresi , come |
| per
incanto , sono spariti tutti ,
i passanti sono rari ,
soprattutto nessun povero |
| e
nessun venditore. Il nostro
viaggio nella città continua
ancora per alcuni chi- |
| lometri
e possiamo ammirare una delle
sette meraviglie dell'India,il
Qutb Minar |
| E'
una torre eretta da
Qutb-ud-din Aibek , divenuto
sultano di Delhi e
caposti- |
| pite
della dinastia dei Mamelucchi
(mamluk - schiavo convertito
), Ci appare im- |
| provvisa
nella sua straordinaria
bellezza ed eleganza ,
altissima , oltre 70 metri |
| Siamo
stanchi ma quello che stiamo
vedendo ci ricompensa della
fatica e conti- |
| nuiamo
affascinati il nostro giro
turistico . Ed
ecco la vecchia moschea ,
opera |
| di
Qutb , eretta sulle rovine di
un tempio hindù.
Restano solo le mura ricche di |
| pilastri
, archi ed uno splendido
portale con eleganti scritte
arabe. Ma le
sor- |
| prese
non sono finite in quanto al
centro del cortile si erge la
colonna metalli- |
| ca
del re hindù Chandra Varmar ,
con scritte
sancrite , vecchia di 1500
anni , |
| ma
quello che stupisce
maggiormente è il fatto che
non sia intaccata
dalla rug- |
| gine
in questo clima caldo umido.
Ora la stanchezza si fa
sentire, pertanto fac- |
| ciamo
ritorno al nostro albergo per
un salutare riposo. Alla
partenza dall'Italia |
| sapevamo
che avremmo visto cose
fantastiche ma non eravamo
preparati a quello |
| che
effettivamente avevamo visto ,
eravamo , allo stesso tempo ,
felici e frastor |
| nati
consapevoli che non avremmo
mai più dimenticato l'India
con la sua storia , |
| la
sua tradizione , ma il bisogno
di riposare fu più forte di
tutto e ci addormen- |
| tammo. |
| CAPITOLO
N.6 |
| IL
POMERIGGIO |
| Ci
siamo riposati anche se . . .
. . . . . . |
|
. |
| 25
novembre 2010 riprende il
racconto. . . . |
| .
. . . . .non abbiamo smaltito
lo stress del fuso orario e
decidiamo di visitare un |
| grande
negozio non lontano dal bazar
tibetano visitato il giorno
prima. Ed ecco |
| la
solita folle corsa in taxi ,
scopriamo con sorpresa che ci
stiamo abituando al- |
| le
scene esotiche , al calore
umido ed all'atmosfera che ci
circonda.
Quando |
| scendiamo
dal taxi siamo assediati da
una turba di venditori e di
questuanti ,ma |
| ormai
ci sentiamo
veterani e
fendiamo la calca facendoci
strada verso il |
| nostro
obiettivo. Notiamo che
la
gente normale si comporta con
riservatezza e |
| sembra
non vederci. Entriamo nel
magazzeno e accompagnati da
una nenia che |
| fa
da sottofondo al brusio della
folla , anche qui
strabocchevole , visitiamo i
va |
| ri
stands. Era nostra intenzione
valutare la possibilità di
instaurare un rapporto |
| commerciale
pertanto ci rivolgiamo al
reparto export ma scopriamo
che aveva- |
| no
già un cliente in Italia
" La Rinascente "
decidemmo comunque di fare un
gi- |
| ro
tra gli scaffali per vedere
gli articoli esposti.
Compriamo alcuni oggetti e do |
| po
averli pagati , con l'aiuto di
un giovane sikh troviamo un
taxi e ci congediamo |
| Rientrati
in albergo incontriamo gli
amici elvetici e dopo la cena
gironzoliamo |
| nei
vari lussuosi negozi aperti
all'interno dell'albergo
stesso e che ne fanno |
| una
città indipendente , autonoma
.. . . . .e molto cara.
Assistiamo allo spettacolo |
| di
danze popolari indiane e poi
facciamo ritorno nella nostra
camera. Già pensa |
| vamo
alla levataccia di domani
perchè il nostro calendario
prevede la visita
a |
| Jaipur. |
| CAPITOLO
N.7 |
| JAIPUR |
| Piero
prima di iniziare mi chiede se
desidero una bevanda fresca e
al mio dinie- |
| go
riprende il racconto. Alle
prime luci dell'alba lasciamo
il nostro albergo e |
| ci
inoltriamo nella campagna
dell'Haryana , che , a parte i
soliti corvi gli scoiat |
| toli
, qualche zebù che ara i
campi , i pavoni, i voli di pappagallini e la vegetazio |
| ne
evidentemente diversa dalla
nostra , ha un'aria abbastanza
familiare, Anche |
| oggi
il cielo è nuvolo , e , qua e
là , le nubi lasciano
filtrare il sole . Incontriamo |
| posti
di controllo presidiati da
militari , corriere gremite
sino all'inverosimile. |
| Al
confine ci sono posti di
ristoro , misere capanne ,
spesso solo un tetto in
la- |
| miera
o di paglia con panche e
sgabelli accanto a
fornelli neri
ed incrostati. |
| Ignote
vivande immerse in dense
brodaglie di erbe e spezie
vengono assidua- |
| mente
rimestate in calderoni
fumanti. A fianco si friggono
policromi bocconci- |
| ni
assediati da nugoli di mosche
. L'occhio viene attratto da
caratteristici ca- |
| mion
sulla cui cabina si alza una
specie di baldacchino mentre
le fiancate sono |
| ornate
da immagini di santoni o
divinità e da disegni
floreali dipinti con colori |
| molto
accesi come quelli dei
carretti siciliani.
Sul loro
retro un cartello con |
| scritto.
. . . . .suonare .. . .come
ad incoraggiare il
diffuso vezzo
di suonare il |
| clackson
, come se da questo dipendesse
il moto stesso del veicolo.
Il
viaggio |
| procede
su nastri di asfalto tenuto in
ordine da squadre di donne.
Ogni tanto |
| si
incontra una corriera i cui
passeggeri sono pigiati come
acciughe . Molti i pe- |
| doni
ai lati della strada su piste
parallele , con animali ,
fagotti e tanti bambini. |
| Ogni
tanto si attraversano villaggi
con capanne di fango.
Spesso
accanto o in |
| mezzo
a questi agglomerati vi sono
grandi vasche o stagni ricolmi
di acqua ver- |
| dastra
stagnante dove bufali e
bambini sguazzano allegramente
. Le strade so- |
| no
sempre intasate , vacche ,
capre , cani , uomini ,donne ,
vecchi e bambini, |
| sordi
al furioso strombettare dei
clackson ed incuranti dei
mezzi in moto si la- |
| sciano
quasi travolgere piuttosto che
cedere il passo. Il mio amico
fa una pausa |
| e
guardandomi negli occhi
osserva. . . ." La vita
umana vale molto poco in
India" |
| Ora
sono io che lo interrompo e lo
guardo incredulo , lui apre
le braccia in un |
| gesto
che da il senso completo del
discorso. . . . . . . ., quasi
a voler giustificare |
| quello
che sta raccontando ma poi ,
molto più semplicemente ,
aggiunge . . . . . è |
| un
altro mondo . |
|
. |
| 02
dicembre 2010 riprende il
racconto. . . |
| .......Capisco
che quello che sta raccontando
è vero però ho bisogno di
tempo |
| per
riuscire a capire ed allora
non posso fare
a meno di
pensare a quello che |
| insegna
la loro religione, la
loro vita vale
così poco che
viene vissuta senza |
| guardare
al domani ad un futuro che
per
loro è e sarà sempre
uguale.
Veri |
| signori
della strada sono i guidatori
di corriera che gareggiano tra
loro, facen- |
| do
spericolate evoluzioni .
A
volte se ne vedono tre
affiancate , che occupano |
| tutta
la sede stradale e , quando
ormai la collisione sembra
inevitabile , frena- |
| no
e sterzano sulle piste
laterali gettando lo
scompiglio tra i viandanti ed
i pa- |
| stori
, inveiscono e minacciano
alzando i loro bastoni.
Ogni
volta il conducente |
| del
nostro pulmino si gira
sorridendo verso di noi beandosi
delle nostre
facce |
| sgomente.
Lontano dalle grandi città
non si vedono più le
sterminate ed soffo- |
| canti
masse umane mentre la
sporcizia e la miseria
appaiono meno evidenti. Man |
| mano
che ci allontaniamo e ci
addentriamo nel territorio
rajasthano la terra di- |
| venta
sempre più arida e desertica.
All'orizzonte , oltre una
cresta di monti ini- |
| zia
il deserto di Thar dove la
terra è dorata, sabbiosa ,
povera di vegetazione |
| ma
molto bella.
In questa regione
gli uomini hanno il turbante
raccolto attorno |
| il
capo in volute complicate
ed eleganti , vestiti con abiti
molto colorati , fieri |
| volti
guerrieri con la barba a
spazzola , aggressivi
mustacchi e cespugliose |
| sopraciglia
. Rajasthan , la terra
dei Re dove le donne sono
letteralmente co- |
| perte
di ornamenti , dalla
testa ai piedi e tintinnano ad
ogni passo. . Incontria- |
| mo
sempre più spesso
enormi dromedari intenti
a brucare quel
poco di erba |
| che
trovano mentre alcuni tirano
primitivi aratri che
scalfiscono appena la terra |
| arida
ed alotri trainano piccoli
carri . Vediamo carovane di
dromedari che tra- |
| sportano
legname ed altre mercanzie
mentre giovani coppie
viaggiano in preca- |
| rio
equilibrio , con fagotti ed
involti , sull'alto cucuzzolo
dell'unica gobba ed a |
| ogni
passo sussultano.
Finalmente possiamo fermarci
in un villaggio , scendiamo |
| e
ci sgranchiamo le gambe Ma la
nostra curiosità è troppo
grande ed allora deci |
| diampo
di visitare il luogo
addentrandoci tra gli esigui
spazi che separano le ca |
| panne.
Le donne appena ci vedono si
rintanano negli angoli più
bui mentre un nu |
| golo
di bambini ci accoglie con
grida festose . Sono felici
della novità che inter |
| rompe
l'usuale monotonia. Sono
curiosi dei nostri leneamenti,
dei nostri abiti ci |
| fissano
e ridono felici , scherzando
tra loro. Un turista tira
fuori un pacco di |
| biscotti
e , dopo un attimo di incertezza
da parte dei
bambini , scompare
in |
| una
selva di braccia turbinanti ,
pertanto devono intervenire
gli adulti e le gui- |
| de
indiane per consentire una
parvenza d'ordine. |
| La
sosta è stata salutare ,
siamo felici ed anche noi
sembriamo contagiati dalla |
| gioia
dei bambini ma dobbiamo
riprendere il viaggio . La
strada inizia ad inerpi- |
| carsi
e raggiungiamo un villaggio
brulicante di vita. Superiamo
una lunga fila di |
| elefanti
con " haudà" parati
a festa e tutti ci salutano
con sorrisi ed ampi gesti, |
| e
quasi per incanto , in basso
appare Jaipur. La nostra guida
indiana ci informa |
| che
Iaipur è stata fondata da Jay
Sing II nel 1727 ,
Ci
appare bellissima , vi- |
| sta
dall'alto delle colline
che la circondano, inoltre si vedono
i caratteristici |
| profili
di alcuni templi induisti e
poi le rosate mura della
città vecchia. Purtrop- |
| po
la periferia è sporca e
disordinata mentre è molto
interessante la città all'in |
| terno
della cinta delle mura. |
| Siamo
stanchi e non vediamo l'ora di
arrivare al
nostro albergo che ci
appare |
| come
un'oasi di pace all'interno
d'un verde parco ampio e ben
tenuto. L'albergo |
| è
un palazzo dei màhàrànò di
Jaipur - Palazzo giardino in
Rama - ,
all'interno |
| un
intricato labirinto di
corridoi , scale ,
nicchie , torrette
, finestre e fine- |
| strelle
ad arco . Il
personale è perfetto mentre
la cucina molto meno perchè
è |
| un
compromesso tra la cucina
indiana e quella inglese
Dopo un viaggio estenuan |
| te
e molto faticoso
ora possiamo
riposarci e dopo pranzo
potremmo visitare la |
| città. |
| CAPITOLO
N.8 |
| VISITA
ALLA CITTA' DI JAIPUR |
| Noleggiamo
la bici-risciò ed , in
precario equilibrio sugli
angusti sedili ci tuffia |
| mo
nel vortice della vita . Il
nostro guidatore. . . . . . . |
|
. |
| 09
dicembre 20101 riprende il
racconto |
| .
. . . piccolo , magro e non
più giovane , ansimante pigia
sui pedali e si destreg- |
| gia
nella bolgia della gente .
Finalmente giungiamo alle mura
, attraversando |
| una
delle porte e , a caso,
gironzoliamo qua e là facendo
fotografie, osservan- |
| do
curiosi tipi di passanti ,
santoni , vacche
dormienti ,
ciarlatani con scimmie |
| che
fanno le capriole e
incantatori di serpenti . Sui
tetti delle case
centinai
di |
| scimmie
aspettano l'occasione per
poter rubare frutti e ogni
altra cosa. Siamo |
| in
mezzo ad una folla
trabocchevole e tutti ci
sorridono timidamente.
Attorno |
| ai
luoghi di interesse turistico
però stazionano
individui che
non ci danno tre- |
| gua
e ci impediscono di ammirare
con serenità quelle splendide
meraviglie. Se- |
| guiamo
le vie più ampie guidati dai
colori , dal richiamo
di negozietti e botte- |
| guccie
le cui merci traboccano sul
marciapiede . Siamo al
tramonto e col solito |
| mezzo
facciamo ritorno all'albergo .
Ceniamo e andiamo a rilassarci
nella no- |
| stra
splendida camera che da
sul
parco dal quale
giungono
le misteriose voci |
| della
notte indiana. |
| Anche
questa giornata è stata
prodiga di sorprese e ci
ha
donato , ancora una |
| volta
, il piacere di visitare
monumenti che avevamo
sempre sognato e che
ora |
| erano
realtà. |
| CAPITOLO
N.9 |
| VISITA
A AMBER |
| Al
levar del sole partiamoper
andare a visitare la vicina
Amber. A dorso di ele- |
| fante
raggiungiamo il gran palazzo
che domina una rigogliosa
vallata ed un mi- |
| nuscolo
lago. Il luogo
è molto bello
e gode di una vista
incantevole. L'interno |
| del
castello è un fiabesco dedalo
di passaggi , cortiletti ,
terrazze e stanze ric |
| che
di decorazioni : stanza degli
specchi , sala delle udienze ,
appartamenti del |
| le
donne e molto altro. Storditi
ma felici , seguiamo con
entusiasmo le guide in- |
| crociando
e mescolandoci a gruppi di
nativi anch'essi in visita
alle meraviglie |
| del
loro passato. Ma
improvvisamente si ode il
rintocco di una campana a
martel |
| lo
. I nativi scendono a
precipizio le scale e si
dirigono verso una porticina
na- |
| scosta
. Percepiamo che sta accadendo
qualcosa di straordinario
pertanto an- |
| che
noi ci precipitiamo dietro i
nativi ma una sentinella ci
sbarra il passo facen |
| doci
capire che bisogna togliere di
dosso tutto il cuoio che
abbiamo. Via le scar |
| pe
, via l'orologio con il
cinturino di pelle , via la
cinghia quindi entriamo di
cor |
| sa
. Siamo in un tempietto della
Dea Kalì , nel quale varie
volte al giorno si svol- |
| ge
una breve cerimonia. Un
brahmino ruota una torcia ed
una campanella . Alla |
| luce
della fiamma la statua della
dea con la rosso lingua protesa
sembra pren- |
| dere
vita , cambiare espressione e
muovere le numerose braccia.
I
presenti os- |
| servano
rapiti e pieni di riverenza,
levano le mani giunte sul capo
e mormorano |
| preghiere
. Dopo una decina di minuti il
brahmino spegne la torcia e ha
termine |
| lla
cerimonia che viene chiamata
" artì " e serve
per onorare persone
molto im- |
| portanti
o ospiti di riguardo.
Usciamo
da un'uscita laterale del
castello ed un |
| sentierino
ci porta ad un piccolo tempio
dedicato a Vishnu. Dopo
esserci nuova- |
| mente
spogliati dei soliti oggetti
di cuoio visitiamo l'interno
del tempio. Il tem- |
| pio
è custodito da un vecchietto
sdentato che ci parla
con voce sommessa del |
| Dio
, ci mostra la sua statua
fiancheggiata dalla consorte e
dal fedele dio scim |
| mia.
Ringraziamo con le mani giunte
ed usciamo. Da buoni turisti
decidiamo di |
| andare
a mangiare in un ristorante
con cucina internazionale ,
dicono il miglio- |
| re
di Jaipur , ma agli occhi dei
miei amici occidentali è solo
una bettola di qual |
| che
pretesa. Ci sediamo al tavolo
ed un massiccio cameriere con
giubba bisunta |
| ci
da un logoro menù mentre in
modo molto grossolano
deposita sul tavolo bic- |
| chieri
e posate da mensa popolare,
tovaglioli di carta e ci
prepariamo a trangu- |
| giare
chissà quanti germi che
speriamo di neutralizzare
con le quotidiani dosi |
| di
disinfettanti. Chiediamo il
pollo che ci viene servito con
salse , cipolle crude |
| e
verdure lessate. Ci servono
anche alcune salsine a base di
" chilli " ma erano |
| così
piccanti che avrebbero
messo in crisi un mangiatore di
fuoco. Come in una |
| commedia
di equivoci i nostri mugolii
ed i sussulti vengono
interpretati come in- |
| dice
di gradimento. Finalmente
l'attentato alle nostre mucose
ha termine , chia- |
| miamo
un taxi e facciamo
ritorno in albergo
dove possiamo farci
una doccia |
| ristoratrice
e poi a letto per riprendere
forza . |
| Piero
e signora ora mi
guardano ed aspettano un mio
commento. Li
guardo sor- |
| ridendo
e non posso fare a meno di
osservare che , a mio parere,
è stato un viag |
| gio
molto difficile ed impegnativo
in un mondo così diverso ,
dal concetto di vi- |
| ta
così insolito soprattutto nei
riguardi delle persone ,
annuiscono e poi
mi la- |
| sciano
fare ritorno a casa. |
| CAPITOLO
N.10 |
| VISITA
ALLA CITTA' DI AGRA |
| Sono
nuovamente in . . . . . .
. |
|
. |
| 23
dicembre 2010 riprende il
racconto |
| casa
del mio amico per prendere
nota delle nuove
avventure E' stato
sicuramen |
| te
un viaggio particolare e Piero
e Signora lo hanno
vissuto così intensamente |
| che
quando raccontano quello
che hanno visto lo rivivono in
ogni parola , in |
| ogni
gesto e raccontano i fatti nei
particolari più
insignificanti come un
croni- |
| sta
potrebbe farlo solo con
l'aiuto di una telecamera. |
| E'
mattino e il pulmino con aria
condizionta li aspetta per
iniziare il viaggio ver- |
| so
Agra . Raccontano che durante
il viaggio hanno potuto
ammirare , in un parco |
| acquitrinoso, anitre , martin pescatori e
trampolieri., quindi giungono
ad una cit |
| tà
costruita da Akbar , in onore
di Salim Chishti, che avrebbe
dovuto essere la |
| capitale
dell'impero Moghul ma al
termine dei lavori di
costruzione di grandi pa |
| lazzi
si accorsero della scarsità
dell'acqua , tanto da non
poter essere abitata , |
| quindi
venne abbandonata. Ora il
vasto complesso di bei palazzi
dalle fantasio- |
| se
architetture di arenaria
rossa ha dato vita ad
una affascinante cittadella di |
| fantasmi
, percorsa da schiere di
incantati visitatori.
Unico
segno di vita è un |
| mercatino
vicino ad un'imponente moschea
mentre in un minuscolo
santuario di |
| marmo
bianco riposano le spoglie di
Salim Chishti.
Visitiamo la
tomba immersa |
| nell'oscurità
e satura di fumo odoroso che
sommato al profumo
delle
collane |
| rende
l'aria irrespirabile. Il mio
amico mi dice che sarebbe
uscito molto volen- |
| tieri
all'aperto ma erano rimasti
intrappolati nel fiume umano
che scorre attor- |
| no
al sepolcro. Finalmente siamo
fuori , è tempo di riprendere
il viaggio e , dopo |
| un
ultimo sguardo alla cittadella
, risaliamo sul pulmino.
Raggiungiamo Agra e il |
| nostro
albergo, come sempre racchiuso
da un parco , è moderno e
confortevole. |
| Facciamo
la doccia , mangiamo in fretta
per poter andare a vedere il
tramonto, |
| la
rotonditò delle cupole , le
ampie superfici impreziosite
dagli intarsi di pietre |
| dure
che disegnano fiori , foglie e
scritte arabo-persiano , la
sottile eleganza |
| dei
minareti e nello sfondo il
cielo infuocato del tramonto e
quando il sole spa- |
| risce
dietro l'orizzonte tinge di
riflessi indaco nubi e marmi.
Restiamo fermi ad |
| ammirare
, ammutoliti . . . .una
bellezza da fiaba. |
| Ritorniamo
in albergo . Il mattino dopo
visitiamo il mausoleo di Akbar
con all'in- |
| terno
una colonnetta di marmo che si
dice abbia sostenuto il celebre
diamante |
| Koh-i-nur
(la montagna di luce )
Ci
trasferiamo al forte Rosso di
Agra , opera |
| militare
ed anche sontuosa residenza
dei più grandi imperatori Moghul : Akbar, |
| Jahanghir
, Shah Jahan e Aurangezeb.
Sono chilometri di tortuoso
cammino at- |
| traverso
testimonianze artistiche ,
storiche , religiose e di
costume. Siamo fra- |
| stornati
nel vedere tanta bellezza ,
occorrerebbero mesi
per visitare tutti gli |
| angoli
e tutti i segreti di questa
fortezza, quindi facciamo
ritorno in albergo. |
| Decidiamo
di prenderci qualche ora di
riposo pertanto andiamo nel
parco , voli |
| di
uccelli, casette degli scoiattoli , bellissimi pavoni
, gli immancabili corvi e tan |
| ta
pace. |
| Ceniamo
e rientriamo nella nostra
camera , domani andremo a
Benares. |
| CAPITOLO
N.11 |
| BENARES |
| La
mattina dopo . . . . |
|
. |
| 30
dicembre 2010 riprende il
racconto |
| facciamo
visita ai lussuosi negozi
dell'albergo e dopo aver
pranzato ci trasfe- |
| riamo
alla stazione ferroviaria.
Abbiamo prenotato un vagone
riservato , con |
| cuccette
, lavandini , specchi , aria
condizionata. . . un vero
lusso . Dobbiamo at |
| tendere
che il nostro vagone venga
agganciato all'espresso
che ci
porterà a |
| Benares
. La stazione è abbastanza
affollata di passeggeri che bivaccano , man |
| giano
e dormono. Tra i capannelli di
persone si aggirano topi ,
lucertole , scoiat |
| toli
, capre , vacche , venditori
di frutta , di dolci e di
bibite. insomma la solita |
| bolgia
ma ormai ci siamo abituati. Ma
ecco l'espresso , ci
agganciano e con mol- |
| ta
flemma partiamo . Dal
finestrino ammiriamo per
l'ultima volta la città.
Ogni |
| tanto
il treno fa sosta nelle varie
stazioni lungo il nostro
percorso. Ci colpisce il |
| fatto
che ad ogni sosta il nostro
vagone suscita curiosità e
molti premono il na- |
| so
contro i nostri finestrini per
scrutare e commentare. Bisogna
avere pazienza |
| perché
non dimentichiamo che loro
viaggiano pigiati come sardine
, su dure pan- |
| che
, in una promiscuità da
caranserraglio. Una curiosità
ci colpisce , nel vago |
| ne
che segue il nostro qualcuno
ha steso il bucato su un
bambù e lo tiene fuori |
| dal
finestrino affinché asciughi
in fretta. Sta calando la sera
ed allora ci cori- |
| chiamo
in cuccetta Improvvisamente ci svegliano ,
scopriamo di essere stacca- |
| ti
dal treno e fermi su un
binario morto.
Per evitarci le
bibliche folle di pelle- |
| grini
che invadono le stazioni hanno
fermato il nostro
vagone in
una stazione |
| prima
di Benares . Per raggiungere
la città Santa dobbiamo
utilizzare un cigo- |
| lante
bus , superiamo un grande
ponte in ferro che scavalca le
limacciose sa- |
| cre
acque della Gangà e
attraverso vie periferiche
ci
evitano il congestionato |
| agglomerato
urbano e raggiungiamo il
nostro albergo. L'albergo il
migliore della |
| città
è molto trasandato e
disordinato. La camera che ci
assegnano è infestata |
| da
tanti e vari insetti che
strisciano e volano da tutte
le parti , pazienza.
Già |
| pregustiamo
il momento che
avremmo potuto
vedere il famoso parco dei Cervi |
| nel
quale Buddha ha pronunciato il
suo primo discorso.
Il mio
amico sperava |
| in
una folgorazione ma non
avverte nulla di particolare .
Il luogo è molto bello |
| ma
non solenne e suggestivo come
avevano immaginato.
Verde e
quiete ma ovun- |
| que
giovani venditori di souvenirs
e di oggetti provenienti da
pseudo scavi che |
| non
ingannerebbero un orbo.
Visitiamo un piccolo museo con
reperti archeolo- |
| gici
ed artistici di rara
bellezza. In un parco
visitiamo le disadorne rovine
di |
| quello
che fu uno splendido
monastero.
Attorno si ergono
il tempio cinese e i |
| monasteri
Tibetano e Birmano quindi
rientriamo in albergo. Pranziamo e ci avvia |
| mo
a visitare i duemila templi
della Città Santa . Antica
quanto Babilonia, la cit- |
| tà
di Shiva, un tempo chiamata
Kàshì ( luce) ha ora il nome
di Vàrànasi
perché |
| si
estende tra i fiumi Varuna e
Asi , entrambi affluenti del
Gange.
Benares è |
| forse
nata dalla goffa fonetica
inglese . Templi , moschee ,
postriboli , santua- |
| ri
, tuguri , ospedali , moderne
università e asili per
pellegrini si sovrappongono, |
| si
accatastano in una
grande confusione. La
città rappresenta tutte le
contrad- |
| dizioni
dell'India , bellezze ed
orrori , spiritualità e
superstizioni ,conoscenza |
| scientifiche
all'avanguardia e ignoranza
primitiva. Visitiamo il
.. . . . . . |
|
. |
| 06
gennaio 2011 il racconto
riprende |
| tempio
ironicamente detto "
delle scimmie" per il
grande numero di quadrumeni |
| che
si aggirano nel suo recinto.
Purtroppo l'ingresso è
vietato ai non indù così |
| osserviamo
l'interno del santuario da un
camminamento sopraelevato che
corre |
| tutt'attorno.
Ora ci trasferiamo al tempio
dedicato alla Madre India.
All'inter- |
| no
l'intera penisola scolpita
in rilievo nel marmo con le sue
isole, i fiumi , i la- |
| ghi
, le montagne ed all'estremo
nord l'Himàlaya . Ci
inoltriamo nell'intricato de |
| dalo
di viuzze affollatissime della
città vecchia. Un particolare
mi colpisce , al- |
| cuni
budelli sono così angusti che
è sufficiente scostare appena
le braccia per |
| toccare
le due pareti. Possiamo
ammirare angusti antri dove si
tessono a mano le |
| rinomate
sete di Benares trapunte di
oro e argento, in altri
si lavorano metalli |
| preziosi
, si levigano pietre dure e si
tagliano pietre preziose .
Ogni tanto incon |
| triamo
Bràhamani che ungono e
adornano stilizzati falli che
simboleggiano la fe |
| conda
potenza creatrice di Shiva.
Riusciamo , dopo un tortuoso
percorso , ad |
| ammirare
la bellezza delle cupole d'oro
del rinomato Vishwanàth
Mandir , inac- |
| cessibile
ai non induisti. Siamo sfiniti
abbiamo camminato tutto il
giorno e non |
| vediamo
l'ora di salire sull'autobus
per fare ritorno in albergo.
Chiudo la mia |
| cartella
di appunti e guardo il mio
amico , ha gli occhi
sognanti come se si tro- |
| vasse
ancora in India , mi sorride e
decidiamo di smettere dandoci
appuntamen |
| to
al giorno dapo .
A mano a mano
che il racconto si addentra
nel viaggio an- |
| ch'io
mi sento trascinato ed a volte
mi sembra di essere con loro
mentre ammira |
| no
questo mondo tanto diverso dal
nostro , soprattutto nel
suo
modo di rappor- |
| tarsi
con le persone. |
| CAPITOLO
N.12 |
| IL
GANGE |
| All'alba
ci rechiamo a vedere il
sorgere del sole sul Gange .
Percorriamo nuova- |
| mente
i vicoli della città vecchia
sino alle gradinate che
scendono sin dentro al- |
| le
acque torbide della Gangà.
Saliamo su di un barcone che
lentamente risale la |
| corrente
costeggiando la riva. La
città è sulla riva sinistra
mentre a destra la ri |
| va
è bassa., sabbiosa , priva di
edifici e praticamente
deserta. Il sole appena |
| sorto
tinge di rosso gli edifici
della riva sinistra . Alcuni
bràhamani ne salutano |
| il
sorgere con le braccia tese in
avanti. Molti fedeli
sono già immersi sino alla |
| cintola
e compiono i riti e le
abluzioni liturgiche che
terminano con immersioni |
| totali.
Mentre gruppi di yogi fanno
esercizi respiratori o
meditazione , altri si |
| lavano
ed altri ancora fanno il
bucato. Tra i
fedeli s'aggirano cani , capre
e |
| vacche.
Il barcone vira e fa ritorno
lasciandosi trascinare dalla
corrente e su |
| periamo
il punto di imbarco e vediamo
le ultime pire accese nella
notte mentre |
| un
acre odore di fumo azzurrino
sale verso il cielo. Il
barcone fa ritorno al pun |
| to
di imbarco. Ora
sulle gradinate vi sono centinaia di
ammalati e storpi che |
| chiedono
, a gran voce , l'elemosina.
Siamo molto turbati per quello
che abbia |
| mo
visto , ripercorriamo i vicoli
della città vecchia , saliamo
sul bus facciamo |
| ritorno
in albergo dove ci laviamo
accuratamente e ci
disinfettiamo. |
| CAPITOLO
N.13 |
| DESTINAZIONE
NEPAL |
| Il
pomeriggio raggiungiamo . . .
. . |
|
. |
| 13
gennaio 2011 riprende il
racconto |
| .
. l'aeroporto di Babatpur e
dopo aver compilato le carte
d'imbarco saliamo sul |
| piccolo
jet dell'India Airlines che ci
porterà in Nepal . In volo possiamo
ammira |
| re
l'enorme vastità della piana
gangetica. Migliaia di piccoli
villaggi , foreste |
| mentre
lontano si ergono le cime
dell'Himàlaya che significa
" dimore delle nevi |
| Il
volo dura poco più di un'ora
e poi atterriamo all'aeroporto
di Tribhuvan nella |
| valle
di Kathmandù. Dopo le
incombenze burocratiche
prendiamo il taxi. Ora l'a |
| ria
è un poco più fresca perchè
siamo a 1600 metri di
altitudine, ma è piuttosto |
| umida.
Le strade sono polverose ma
notiamo subito l'assenza di
grandi e soffo- |
| canti
masse umane delle città
dell'India. Superata una
periferia disordinata e |
| sporca
raggiungiamo il nostro albergo
, uno splendido palazzo
nel
cuore di un |
| parco
curatissimo. Consumiamo uno
squisito pasto , ascoltiamo
l'orchestra e stan |
| chi
andiamo a dormire. Anche
questa è stata una giornata
molto impegnativa ed |
| il
mio amico è stanco pertanto
mi saluta dandomi appuntamento
a domani. |
| CAPITOLO
N.14 |
| VISITA
A KATHMANDU' |
| Al
mattino molto presto con un
pulmino iniziamo il giro della
città. Come prima |
| cosa
ci rechiamo a visitare lo
Swayambhunarth da cui si gode
una bellissima vi |
| sta
della vallata ed è un
posto in cima ad una ripida
collina. Per raggiungere la |
| sommità
dobbiamo superare una
ripidissima scalinata di 365
scalini oppure , co- |
| me
facciamo noi , percorriamo in
auto una strada , si abbrevia di oltre
la metà |
| il
cammino da percorrere a piedi.
La cima del colle è piana e
stipato di costru- |
| zioni
. Al centro spicca il grande
emisfero sormontato da un
cubo
in muratura. |
| Sulle
quattro facce del cubo sono
dipinti in azzurro vivo gli
occhi di Buddha e , |
| tra
loro , una specie di punto
interrogativo che si dice
simbolizzi il Dharma
(la |
| legge)
. Attorno vi sono immagini
sacre , bronzi , ruote di
preghiera ,campane e |
| tanto
altro. Assistiamo ad una
cerimonia liturgica mentre
suona una musica
sa- |
| cra
molto suggestiva.
Abbiamo
timore che la nostra presenza
non sia gradita , |
| ascoltiamo
la piccola orchestra di monaci
che soffiano nelle lunghissime
trombe |
| mugghianti
mentre percuotono tamburi e
piatti. Voci profondissime
d'oltretomba |
| gutturali
e quasi disumane scandiscono
un antico cantico.
Tutto è
molto sugge- |
| stivo
, tanto da far accapponare la
pelle ,quasi volesse
risvegliare sentimenti re |
| moti
, misteriosi ,
ancestrali. Alcuni
tibetani , pellegrini o
profughi, ogni tanto |
| fanno
girare le ruote da preghiera.
Scendiamo dal colle ed andiamo
a visitare |
| la
parte storica di Kathmandù.
Un occhio ai monumenti ed uno
ai negozi. Quindi |
| visitiamo
la casa della Dea Vivente . In
essa è tenuta , quasi
segregata , una fan |
| ciulla
nella quale si crede sia
incarnata la Dea Shuri Kumari.
La fanciulla , bel- |
| la
e nel fiore degli anni è
fisicamente perfetta , decade
dall'onore non appena |
| perde
uno dei requisiti per essere
sostituita con un'altra
ragazza.
Riusciamo |
| a
scorgere , per un breve
istante , nell'ombra il viso
della Dea Vivente .
Nella |
| piazza
molti tipici templi-pagode
nepalesi mentre ovunque nativi , tibetani e
tu- |
| risti
. Le pagode sono molto
interessanti e caratteristiche
ma viste una dopo l'al |
| tra
in un così grande numero
finiscono per far venire un
senso di noia.
Ora ci |
| dedichiamo
ad una libera visita della
città vecchia camminando in
una ragnatela |
| di
vicoli quindi stanchi facciamo
rientro in albergo. |
| CAPITOLO
N.15 |
| VISITA
A PATA'N |
| Dopo
un buon pranzo partiamo per
Patàn , il secondo centro
della valle, Nuova- |
| mente
vediamo centinaia di pagode e
meraviglie d'arte .
Le
vie di accesso alla |
| città
sono molto sporche ed ovunque
sgradevoli odori di merce in
putrefazione. |
| A
Patàn però accadde un fatto
particolare perchè facciamo
amicizia con
un |
| bambino
di 9 - 10 anni che conosce un
poco di italiano e si offre di
farci da ci- |
| cerone
nella nostra visita della
città . Ci assicura che i
mercanti dove ci porterà |
| sono
suoi amici e che ci
tratteranno molto bene.
Molto
probabilmente è in com- |
| butta
con loro e forse riceverà un
compenso per averci portato da
loro . Prima |
| di
fare ritorno in albergo ci
accomiatiamo da lui.
In
albergo ci laviamo e dopo |
| un
poco di musica andiamo a
letto. Il
mattino dopo visitiamo
il santuario di |
| Dakshìn-Kalì
dove è in atto una festa che
ha la durata di ben dieci
giorni. Venia |
| mo
a conoscenza che i giorni
delle festività civili e
religiose sono più di
quelli |
| lavorativi
e gli uffici , come da noi ,
sono molto osservanti.
Per
raggiungere il |
| santuario
dobbiamo superare una folla di
turisti , nativi , venditori e
da molti |
| capretti
e montoni trascinati sino al
simulacro della Dea per essere
sacrificati. |
| Ovunque
sangue , siamo circondati da .
. . . . . |
|
. |
| 20
gennaio 2011 riprende il
racconto |
| molte
persone fanatiche e crudeli ,
ci sentiamo a disagio e non
vediamo l'ora di |
| allontanarci.
Mentre ci llontaniamo siamo
quasi aggrediti da una
turma di que- |
| stuanti
che mostrano piaghe ,
deformità , volti divorati
dalla lebbra , non vedia- |
| mo
l'ora di salire sul pulmino
per fuggire il più lontano
possibile.
Sulla via del |
| ritorno
mia moglie si rifiuta di
scendere per visitare un altro
santuario e solo il |
| timore
di rimanere sola la fa
decidere di venire con
noi.Quello che vediamo
of- |
| fende
la nostra sensibilità ,
strade puzzolente percorse da
rigagnoli di liquame. |
| Ormai
siamo stanchi e stufi di
vedere tanta miseria ed allo
stesso tempo ricchez |
| za
soprattutto in sontuosi
alberghi e meravigliosi
edifici religiosi, pertanto
deci |
| diamo
di fare rientro in albergo .
Dopo il pranzo dedichiamo il
pomeriggio ad e- |
| splorare
i negozi ma ormai i soldi sono
pochi quindi
dobbiamo limitarci
molto. |
| Trascorriamo
la serata in un locale
all'interno dell'albergo
perché è sconsiglia |
| bile
uscire di notte. Assistiamo ad
uno spettacolo di canti e
danze e subito dopo |
| a
letto. |
| Ora
il mio amico Piero mi guarda e
con un gesto molto
eloquente mi fa capire , |
| oserei
dire quasi con sollievo , che
il loro viaggio in India e
Nepal sta per finire |
| quindi
mi congeda dandomi
appuntamento a domani ed
aggiunge che sarà l'ulti- |
| ma
giornata di ricordi. |
| CAPITOLO
N.16 |
| L'ULTIMO
GIORNO |
| Il
mattino dopo siamo di nuovo in
moto per visitare la Città
dei devoti e
questa |
| volta
, Piero aggiunge con un
sorriso stanco , ho dovuto
insistere con mia moglie |
| per
farla venire in quanto era
ancora disgustata da quello
che aveva visto il gi- |
| orno
prima. Visitiamo alcune
cittadine molto belle e come
al solito piene di pago |
| de
e santuari ed anche qui
troviamo alcuni
santuari dove era vietato
l'ingresso |
| ai
non indù obbligandoci a
vederli da lontano , giungiamo
sino alla riva del fiu- |
| me
Bagmati che svolge le stesse
funzioni del Gange
. I fedeli si
immergono per |
| pulirsi
delle impurità mentre sulle
sponde ardono le salme , le
cui ceneri raggi- |
| ungerano
, dopo un lungo viaggio la
santa Gangà.
Molte scimmie sono sui
tetti |
| dei
tempietti in ognuno dei quali
scorgiamo il fallo di Shiva .
simbolo della fer- |
| tilità. |
| CAPITOLO
N.17 |
| ULTIMA
SERATA NEPALESE |
| Il
tempo è volato , l'ultima
serata nepalese la passiamo. .
. . . |
|
. |
| 27
gennaio 2011 riprende il
racconto |
| nel
raffinato salone di un regio
palazzo che abbiamo raggiunto
in bus. Abbiamo |
| assistito
ad uno spettacolo di danze
folcloristiche . Ascoltiamo
ancora una volta |
| la
straordinaria musica sacra
tibetana, tutta ululati ,
laceranti trombe mugghian |
| ti
, assordante rombare di
tamburi percossi con vigore .
Piero non può fare a me |
| no
di precisare " è una
suggestiva evocazione di forze
che trascendono la sfe- |
| ra
umana che sembrano avere più
attinenza con la scatenata
vitalità magica del- |
| la
religione
"
Al termine dello spettacolo
ritorno in albergo e a letto -
stanchi |
| morti. |
| CAPITOLO
N.18 |
| PARTENZA
PER CALCUTTA |
| Il
mattino dopo ci trasferiamo
all'aeroporto e con u volo di
circa un'ora siamo |
| a
Calcutta. In fase di
atterraggio abbiamo u poco
paura perché ci
troviamo im- |
| mersi
nelle nubi , tra rovesvi di
pioggia e balenare di lampi.
Piero sorride dicen |
| do
che prima di morire gli
sarebbe piaciuto
vedere l'India ma
ha sperato che |
| qualcuno
in cielo non lo avesse preso
troppo alla lettera. La moglie
guarda i line |
| amenti
tesi del marito e ride, poi
finalmente usciamo dalle
nuvole e , sotto un ve |
| ro
diluvio, sentiamo le ruote
toccare terra. A Calcutta ci
attende un pulmino che |
| ci
fa fare un giro turistico
della città mentre la pioggia
continua a cadere a ro- |
| vesci.
Troviamo la città quasi
completamente allagata per lo
straripamento del |
| fiume.
Nelle vie centrali ci sono
autobus bloccati , automobili
spinte a mano e |
| veicoli
di tutti i tipi alla deriva ,
insomma il consueto caos
delle strade indiane. |
| Il
giro turistico non può essere
portato a termine , potemmo
però vedere dai fi- |
| nestrini
, in prossimità del famoso
tempio alla Dea Kalì numerosi
altarini illumi- |
| nati
da centinaia di lampadine
colorate. Veniamo informati
che la Dea Kàlì ha al |
| meno
22 nomi diversi mentre i
fedeli bruciano in loro onore
bastoncini profuma |
| ti.
Raggiungiamo l'albergo dove
viene offerto un rinfresco.
Come al solito l'al- |
| bergo
è magnifico in contraddizione
con la povertà e la miseria
delle persone |
| che
avevamo appena visto.
Siamo
testimoni di un fatto
particolare , il rispetto |
| della
vita. Un grosso insetto
attraversa diagonalmente la
sala ed i camerieri in- |
| diani
lo aggirano mentre gli
occidentali per paura di
infrangere locali tabù
si |
| scostano
permettendo all'immondo
animale di procedere
indisturbato. Al termi- |
| ne
del rinfresco risaliamo sul
pulman per fare ritorno
all'aeroporto. Attraversia |
| mo
spaziose ed eleganti piazze ,
vediamo grattacieli d'acciaio
e cristallo ed in- |
| fine
ua sterminata periferia
desolata e misera da stringere
il cuore. Ceniamo |
| all'aeroporto
e dopo le solite formalità ci
imbarchiamo sul jet delle
aviolinee in |
| diane
ed in solo due ore
raggiungiamo Bombay . Veniamo
alloggiati in una fiabe- |
| sca
camera in u grattacielo di 19
piani e dalla finestra vediamo
il porto. Faccia- |
| mo
colazione e ci imbarchiamo su
di un barcone sull'isola
conosciuta con il no- |
| me
di Elefànta . Ci portano a
visitare le grotte scavate
nella roccia tra il 6° e 8° |
| secolo
. Assistiamo ad uno spettacolo
grandioso perché appena
assuefatti all'o- |
| scurità
, possiamo ammirare imponenti
colonne ed ampie
sale dove sono stati |
| scolpiti
riquadri in cui Shiva è
raffigurato nelle sue varie
funzioni .
Le scene |
| con
i vari personaggi mitici sono
piene di vitalità , di
movimento e ricche di
in- |
| venzioni
plastiche . Peccato che molte
sculture siano state rovinate
dalle canno- |
| nate
portoghesi . L'immagine più
suggestiva è quella che
raffigura Shiva in
tre |
| volti
che scaturiscono da un'unica
testa . Ogni faccia ha un suo
preciso signifi- |
| cato
: il volto di sinistra
raffigura l'aspetto terribile,
distruttivo e feroce ,quel |
| lo
di destra è femminile , dolce
, sensuale e rappresenta
l'aspetto creativo e la |
| proliferazione
della vita , il volto centrale
è calmo , sereno , lontano
dalla vita |
| come
dalla morte , olimpico ,
equanime. Visto nelle sue
dimensioni reali , nella |
| sua
suggestiva cornice , nei
giochi di luce ed ombra delle
grotte suscita una for |
| te
emozione . La nostra guida
dopo averci accompagnato e
spiegato ogni cosa |
| nel
minimo dettaglio si accomiata
da noi con le mani giunte nel
namaskàr.Solo al |
| lora
ci spiega il significato di
tale saluto e dice : le cinque
dita della mano sim- |
| bolizzano
i cinque elementi di cui
ognuno di noi è composto :
acqua , fuoco, ter- |
| ra,
aria ed etere. Ci guarda ed
aggiunge , unisco i
miei
elementi a quelli di cia- |
| scuno
di
voi e li poro vicino al cuore
dicendovi namastè. |
| Per
il mio amico Piero con questo
nobile gesto è come se
l'India gli stesse
dan- |
| do
l'addio. |
| Le
ultime ore indiane volano via
senza storia fino all'imbarco
del DC 10 della |
| Swissair
che ci porterà a Zurigo ,
mettendo fine a questa
avventura vissuta nel |
| la
veste di turisti e pellegrini. |
| Un
commento : |
| Ho
vissuto questi giorni
intensamente in compagnia del
mio amico Piero , ho con- |
| diviso
con lui i ricordi di un viaggio
fantastico,in qualche modo
ho potuto vivere |
| vedere
, anche se con la fantasia e
attraverso gli occhi del mio
amico, un mondo |
| dove
le contraddizioni sono in ogni
cosa , in ogni persona ed in
ogni gesto del- |
| l'India.
Penso di aver vissuto
un'avventura inconsueta e nel
mio cuore sento che |
| ho
un desiderio che forse non
potrò mai soddisfare "
visitare l'India "
vedere |
| personalmente
tutto quello che ho ascoltato
perchè rappresenta un modo di
vita |
| diverso
che merita di essere
approfondito. |
| UN
RINGRAZIAMENTO SPECIALE A
PIERO PER LA SUA
DISPONIBILITA' E |
| PAZIENZA |
| Arma
27 gennaio
2011
Valentino
|
|
|