|
|
|
|
ANNO
2012
|
|
Pillola
N°91
|
|
Siamo
nel 2012 e quindi colgo l'occasione per
farvi gli AUGURI
per un
|
|
anno
pieno di serenità, cercando di
dimenticare il 2011 che ci ha fatto
|
|
conoscere
quanto sia fragile la nostra società
perché, a volte, è sufficien-
|
|
te
una notizia, forse non confermata dai
fatti, per far precipitare l'econo
|
|
mia
in un baratro sino a giungere ad un
possibile " default". Abbiamo
cono
|
|
sciuto
lo Spread, l'Imu, l'Ici, l'Irpef, l'Irap
e tanti altri balzelli che ci
|
|
accompagneranno
nei prossimi anni. Ritengo pertanto, come
buon augurio,
|
|
iniziare
il nuovo anno con una pillola che ci
faccia ricordare la nostra in-
|
|
fanzia
ed i tempi che eravamo sereni, quando
era sufficiente la salute per
|
|
essere
felici ed i nostri genitori ci
raccontavano le favole di un mondo fan
|
|
tastico,
un mondo che oggi è passato di moda, un
mondo che la tecnologia
|
|
ha
chiuso in un armadio e la chiave è
stata buttata in mare.
|
|
Ho
scritto per tutti Voi ed anche per me la
favola di Pollicino,una favola
|
|
che
mi ha riportato indietro nel tempo e,
come di consueto, può avere un
|
|
finale
diverso ogni volta che viene raccontata
perchè si adatta ad ogni
|
|
sistema
di vita.
|
|
POLLICINO
e Valentino
|
|
Nei
giorni scorsi mentre mettevo in
ordine le fotografie di quando ero
bambino
|
|
mi
sono venuti alla mente tanti ricordi.
Dovete sapere che io da bambino
ero
|
|
molto
minuto, direi piccolo e mia
madre mi raccontava
sempre la favola di
|
|
"
Pollicino" . La favola iniziava
così. . . tanto tempo fa in un piccolo
casolare di
|
|
montagna
viveva una coppia di contadini che
desiderava ardentemente avere un
|
|
figlio
ma il tempo passava e nulla accadeva.
Poi un giorno , quando meno se lo
|
|
aspettavano,nacque un bel bambino ma
purtroppo era
molto piccolo, tanto picco
|
|
lo
che lo chiamarono Pollicino.
Devi
sapere, aggiungeva mia madre, che poteva
|
|
passare
dalla serratura della porta di casa.
Come tutti i bambini, con gli occhi
|
|
fuori
dalle orbite, ogni volta seguivo
attentamente il racconto e
la
sollecitavo
|
|
perché
continuasse, desideravo sempre sapere
come andava a finire e Lei ripren
|
|
deva
il racconto che ogni volta, come tutte
le favole, aveva un finale diverso.
I
|
|
due
genitori avrebbero voluto che diventasse
grande pertanto gli davano da man
|
|
giare
tutto quello che desiderava ma purtroppo
rimase come era. Man mano che
|
|
gli
anni passavano divenne un ometto attento
e giudizioso, che riusciva in
tutto
|
|
quello
che faceva ma non aveva amici perchè i
ragazzi lo prendevano
in giro
|
|
inoltre
la sua statura gli impediva di giocare
con loro. Passava tutta la giornata
|
|
nel
giardino vicino casa facendo bene
attenzione a non
essere schiacciato
o
|
|
mangiato
da qualche gallina che razzolava nel
cortile. Un brutto giorno mentre
|
|
era
lontano da casa vicino alle piante di
piselli, ai confini col
bosco, iniziò a
|
|
piovere
e lui per riparasi si infilò in un
guscio di lumaca. Vi entrò e pensò che
|
|
in
quel posto poteva passare la notte in
attesa che il temporale finisse. Poco
do-
|
|
po,
mentre stava per addormentarsi, sentì
passare due uomini uno dei quali sta-
|
|
va
dicendo . . . andiamo in chiesa e
rubiamo i soldi che le pie donne hanno
messo
|
|
nella
cassetta delle elemosine. Pollicino
pensò che doveva fare qualcosa per aiu
|
|
tare
il parroco pertanto seguì i due e
quando giunse nelle vicinanze della
chiesa
|
|
passò
attraverso un piccolo foro del portone e
raggiunse la cassetta delle elemo
|
|
sine.
Raccolse un bastoncino nell'intento di
difendere il misero bottino ma si re-
|
|
se
conto che era troppo piccolo per fare
paura pertanto escogitò un trucco.
Si
|
|
infilò
nella fessura della cassetta ed attese
pazientemente. L'interno era buio
|
|
e
Pollicino aveva paura ma si fece
coraggio e si rannicchiò in un angolo
con le
|
|
orecchie
tese in attesa che i due malviventi
mettessero in atto il loro
progetto
|
|
criminoso.
I minuti passavano lentamente e la paura
stava per impadronirsi di
|
|
lui
quando ecco che i due si avvicinarono
alla cassetta ed iniziarono ad
armeg-
|
|
giare
nel tentativo di aprirla. Respirò
profondamente, si fece coraggio e
gridò
|
|
con
voce roca e profonda. . . . attenzioneee.
. ioooo.. .sonoo. . Dio e vi vedooo. . .
|
|
non
doveteee. . . rubareeee. . . i soldiiii.
. . che servono per aiutare i
bambini
|
|
poveriii.
. . I due, presi di sorpresa, si
guardarono attorno e con fare
sospetto
|
|
si
nascosero dietro una colonna cercando di
vedere da dove stava
venendo la
|
|
voce.
Passarono pochi minuti e non vedendo
nessuno ripresero coraggio e si
|
|
avvicinarono
nuovamente alla cassetta per
scassinarla. Allora
Pollicino ricordò
|
|
che
quando era nel bosco si erano chiamati
per nome pertanto gridò Giorgio.oo .
|
|
Antoniooo..
. .vi sto guardandoooo. . e vi
supplicooo. . .di non farloo. . .
altrimenti
|
|
andrete
all'infernoooo. . . tra le fiamme
eternee. . . Questa volta i due si
spaven-
|
|
tarono
molto perchè credettero di essere stati veramente scoperti e
di parlare
|
|
direttamente
con Dio, pertanto si inginocchiarono
e con le lacrime
agli occhi
|
|
chiesero
perdono giurando che non lo avrebbero
fatto mai più quindi, fuggirono
|
|
lasciando
i loro attrezzi da scasso a terra.Pollicino stava ancora tremando quan
|
|
do
si accorse che il parroco, richiamato
dal rumore, era entrato in
chiesa e si
|
|
era
avvicinato alla cassetta.
Preoccupato che avessero rubato le
elemosine pre-
|
|
se
la chiave, la infilò nella toppa e la
aprì ma con suo grande sorpresa
vide che
|
|
non
mancava nulla e Pollicino
ancora tremante per lo
spavento di poco prima,
|
|
rannicchiato
in un angolo lo guardava con due grandi
occhi spalancati.Il parroc
|
|
comprese
subito quello che era accaduto, prese
Pollicino sul palmo della sua ma-
|
|
no,
lo ringraziò per quello che aveva fatto
e per il coraggio
dimostrato quindi
|
|
telefonò
ai suoi genitori che vennero a prenderlo
per portarlo a casa. Il
giorno
|
|
dopo
tutto il paese seppe quello che
Pollicino aveva fatto e
vollero premiare
il
|
|
suo
coraggio e dettero inizio ad una grande
festa in suo onore. Il Sindaco parlò
|
|
dal
palco, il parroco dal pulpito, le lodi
si moltiplicarono e Pollicino divenne
l'e-
|
|
roe
di tutto il
paese. I
genitori di Pollicino erano orgogliosi
di avere un figlio
|
|
tanto
coraggioso e ringraziarono Dio per
averlo protetto e soprattutto per quel
|
|
lo
che aveva fatto. Da quel giorno tutti i
bambini del paese e Pollicino impararo-
|
|
no a
giocare assieme e lui visse felice e
contento in questo paese di fiaba.
|
|
Forse
non ci crederete ma io per molti anni
sono stato come Pollicino e solo
alla
|
|
età
di 10 anni ho iniziato a crescere
divenendo grande e forte, però
non ho mai
|
|
dimenticato
quello che aveva fatto Pollicino e da
adulto anch'io ho
cercato di
|
|
difendere
i più deboli, i bambini più piccoli
perchè il coraggio come l'intelligen-
|
|
za e
la bontà non sono grandi o piccoli a
seconda della statura ma
dalla gran-
|
|
dezza
del cuore in cui sono custoditi.
|
|
Arma
di Taggia 02 gennaio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Cari
amici
|
|
il
07 gennaio 2012 ho letto, con molto
interesse, l'articolo di Silvio
Garattini ap
|
|
parso
sul settimanale "Oggi" dal
titolo " Come ritrovare il dialogo
tra medici e
|
|
pazienti
" Non ho potuto fare a meno di
considerare che le osservazioni fatte
|
|
rispecchiano
lo stato attuale del rapporto
medico/paziente. Da una piccola
in-
|
|
dagine
condotta dal sottoscritto in questo fine
2011 è emersa una situazione al-
|
|
larmante
nella quale si evidenzia che spesso il
paziente è abbandonato a se stes
|
|
so
costringendolo a curarsi da solo
utilizzando il passa parola del
"
Club della
|
|
speranza"
Invito tutti a leggere la Pillola n.92 e
resto in attesa di commenti.
|
|
Pillola
N°92
|
|
IL
CLUB DELLA SPERANZA
|
|
Quando
ne ho fatto cenno la prima volta nessuno
aveva mai sentito parlare del
|
|
"
Club della Speranza" eppure tutti i
cittadini ne fanno parte dalla nascita.
Pen-
|
|
so
che anche voi che state leggendo queste
poche righe vi domanderete
ma
|
|
Valentino
è fuori di testa oppure ci vuole
prendere in giro. Nulla di tutto questo
|
|
è un. . . anzi è il Club che vanta il
numero di associati più alto. Per
esserne socio
|
|
non
è necessaria la tessera, non vi sono
limiti di età, di sesso e soprattutto
non
|
|
è
necessario pagare la quota annuale. Ora
sarete curiosi di sapere dove ha sede
|
|
, vi
dico che ha sedi sparse in tutto il
territorio italiano e molte città ne
hanno
|
|
più
di una. Mi domanderete, se è così
diffuso perchè io non ne sono a
conoscen
|
|
za
? La risposta è semplice
perchè sei un socio di diritto e lo
frequenti senza
|
|
domandarti
il perchè. Tutto questo è nato da
alcune constatazioni che ho rileva-
|
|
to
in questi ultimi giorni frequentando il
Club in quanto ho accusato una indispo
|
|
sizione
generale, non definita, ma fastidiosa
pertanto mi sono recato dal mio me
|
|
dico
di famiglia per chiedere consiglio.
Questa è la storia del "Club della
Spe-
|
|
ranza
" sorto spontaneamente tra coloro
che frequentano tutti i centri
sanitari
|
|
governativi
o privati. come ho detto poco prima sono
stato costretto ad andare
|
|
dal
mio medico di fiducia, mi sono armato di
pazienza, mi sono messo in lista
di
|
|
attesa
seduto nell'ambulatorio tra persone
affette dalle più disparate
indispo-
|
|
sizioni.
Ma quello che più mi ha colpito sono
stati i commenti dei presenti che
|
|
raccontavano
con dovizia di particolari le loro
peripezie per essere assistiti.
|
|
Sono
seduto ed un vecchietto accanto a me sta
dicendo al suo vicino di essere
|
|
stato
sottoposto ad una visita oculistica
alquanto insolita. L'ascoltatore incalza
|
|
, ,
, perchè insolita ? Il vecchietto
racconta che era appena entrato nello
studio
|
|
ed
è stato avvicinato dallo specialista il
quale lo osserva, non lo conosce e
gli
|
|
chiede
il motivo della visita.Il paziente si
sente lusingato da tanta democrazia
e
|
|
sorridendo
lo informa che è portatore di occhiali
e vorrebbe fare un controllo
|
|
in
quanto ultimamente la vista è molto
migliorata pertanto desidera
sapere che
|
|
tipo
di lente deve richiedere. Lo specialista
lo scruta, gli fa aprire gli
occhi
e
|
|
sentenzia,
senza bisogno di fare alcun esame, che
deve essere operato di cata-
|
|
ratta.
Il vecchietto è esterefatta, sorpreso da
tanta professionalità quindi snoc
|
|
ciola
le sue generalità e viene sottoposto a
regolare visita. Al termine la senten-
|
|
za,
viene confermato l'intervento urgente.
E' allibito nel constatare la prepara
|
|
zione
dello specialista il quale lo informa
però che i tempi per l'intervento sono
|
|
stretti
pertanto è necessario recarsi in una
clinica fuori regione poicè nella
|
|
nostra
provincia l'attesa è di oltre 12 mesi,
predispone la richiesta e sollecita
|
|
l'adesione.
Il vecchietto sorride e con fare
sornione informa il suo interlocuto-
|
|
re
che non ha firmato perchè prima voleva
informare la famiglia quindi paga la
|
|
prestazione
e con il foglio per la clinica già
compilato fa ritorno a casa. Crede-
|
|
vo
che il racconto fosse terminato ma il
vecchietto riprende ed aggiunge che al-
|
|
cuni
giorni dopo, consigliato da un amico che
aveva fatto la stessa visita, ha ri-
|
|
chiesto
un controllo presso un altro specialista
ilo quale, pur riscontrando un
|
|
inizio
di cataratta, suggerisce di rinviare
l'intervento di almeno un anno in atte-
|
|
sa
di vedere l'evolversi della patologia.
Mi viene voglia di ridere, non riesco a
|
|
credere
a quello che ho appena ascoltato ma non
posso dubitare della buona fe
|
|
de
del vecchietto, il Club della speranza
aveva indicato la giusta soluzione. Pren
|
|
do
il giornale e cerco di leggere le ultime
notizie ma ecco che nella poltrona da-
|
|
vanti
alla mia una paziente richiama
l'attenzione del suo vicino su un altro
fatto
|
|
di
malasanità. Credevo che mi sarei
annoiato ma mi sto accorgendo che mi
diver-
|
|
to
mentre il tempo scandisce
inesorabilmente i minuti. La vecchietta
inizia il suo
|
|
racconto
con un sorriso. Un mese fa è andata dal
suo medico per segnalare che
|
|
il
suo intestino è pigro e chiede cosa
può fare. Il medico chiede se ha febbre
,
|
|
se
la pancia è gonfia ed alla risposta
negativa, senza fare la visita compila
una
|
|
serie
di certificati medici richiedendo tuti
gli esami del sangue, inoltre propone
|
|
la
prenotazione per eseguire una
colonscopia. Sorpresa, l'esame potrà
essere
|
|
eseguito
solo dopo 58 giorni. La vecchietta
sorridendo dice che non è sorpresa
|
|
del
tempo necessario per fare l'esame ma per
il fatto che non sa come potrà re-
|
|
sistere
per tutti questi giorni dal momento che
l'evacuazione è quasi nulla.
Fa
|
|
ritorno
a casa e mette in moto il Club della
speranza interpellando tutte le
pa-
|
|
zienti
affette dalla stessa malattia inoltre
prova a chiamare il reparto ospedali-
|
|
ero
ma una solerte infermiera la informa che
per essere visitata dallo speciali-
|
|
sta,
in attività di libera professione, deve
attendere almeno 25 giorni. E' scon-
|
|
fortata
ma ecco che un socio del Club della
speranza le mostra la strada aiutan
|
|
dola
a prendere una visita a pagamento e su
raccomandazione e dopo due giorni
|
|
è
nello studio prescelto.
Viene sottoposta
ad una visita accurata ed al termine
|
|
viene
richiesto un accertamento di laboratorio
fondamentale, la ricerca del san
|
|
gue
occulto nelle feci. Il professionista la
informa che se il risultato sarà infe-
|
|
riore
a 80 va tutto bene mentre se è
superiore a 80 dovrà essere ricoverata.
Il
|
|
mattino
dopo alle ore 06 e 30 , a digiuno, è
davanti al laboratorio, alle ore 07
|
|
e 45
allo sportello mostra il contenitore
sterile,comperato in farmacia, ma viene
|
|
informata
che non è conforme alle disposizioni
ASL inoltre la richiesta è su cer
|
|
tificato
medico normale e non sul ricettario
nazionale pertanto l'esame non può
|
|
essere
eseguito.
Implora, ha le lacrime agli occhi ma il
responsabile dello spor-
|
|
tello
è irremovibile, deve attenersi alle
disposizioni impartite, la burocrazia
ha
|
|
la
meglio anche di fronte al fatto che la
paziente è disposta a pagare. Ma
ecco
|
|
provvidenziale
che il Club della speranza le viene in
aiuto in quanto una pazien-
|
|
te
presente le indica un laboratorio
privato poco lontano. Esce, è delusa,
impre-
|
|
ca a
mezza voce ma finalmente varca la soglia
del secondo laboratorio. Mostra
|
|
il
contenitore ma anche qui la informano
che non è omologato
ma la legge del
|
|
guadagno
ha il sopravvento e, dopo aver versato
l'importo dovuto, l'addetta
lo
|
|
ritira.
La vecchietta si raccomanda che lo
specialista vuole sapere se il risultato
|
|
è
sopra o sotto 80. Viene informata che
loro possono dire solo
se il risultato è
|
|
positivo
o negativo, non sa cosa fare ed alla
fine accetta sperando che sia nega
|
|
tivo.
Purtroppo il suo intestino funziona poco
e male, il suo medico e lo
speciali-
|
|
sta
non hanno consigliato nulla, non resta
che affidarsi al Club della
speranza,
|
|
interpella
altri pazienti ed alla fine viene a
conoscenza che
può rivolgersi ad
|
|
un
centro privato dove un medico esegue la
idrocolonterapia ma è giorno di fe-
|
|
sta
ed è chiuso. Non sa cosa fare ma un
socio del Club le suggerisce di
chiama-
|
|
re
un infermiere in pensione che la
sottopone ad un clistere
che normalizza il
|
|
deflusso
del colon. Anche questa sembra una
storia di altri tempi ma la vecchiet
|
|
ta
assicura che è vera e nulla fa dubitare
il contrario. Dopo questa amara espe-
|
|
rienza
sono deluso del sistema sanitario
nazionale e, dopo aver ascoltato
le va-
|
|
rie
testimonianze, sono venuto alla
conclusione che ogni persona deve
affidarsi
|
|
alla
sua esperienza e a quella dei soci del
Club della Speranza mentre
la buro-
|
|
crazia
e i vari codici bianco, giallo
e rosso la fanno
da padroni lasciando il
|
|
cittadino
sempre più solo.
|
|
Arma
di Taggia 09 gennaio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°93
|
|
STORIE
DI CONDOMINI e la dura vita di un
amministratore
|
|
La
professione di amministratore a molti
può apparire particolare, difficile,
pie
|
|
na
di liti tra condomini, di diritti
calpestati, di abusi e, a torto, fonte
di gravi
|
|
evasioni
fiscali. E' pur vero che il vivere
insieme porta le persone a far scoprire
|
|
il
lato più oscuro di ognuno ma spesso tra
tanti si nascondono
anche persone
|
|
buone,
comprensive e disponibili ad ogni
compromesso per il quieto vivere.
Ma,
|
|
tra
i condomini, è più facile parlare
delle liti perchè spesso vengono
portate al-
|
|
le
estreme conseguenze e sempre in nome di
un principio, soprattutto per
non
|
|
apparire
sottomessi al proprio vicino ed in nome
di tali principi si sviluppano in
|
|
maniera
abnorme e, a volte, sfuggono al
controllo di coloro che le hanno promes
|
|
se
ma ormai non possono più tornare
indietro. In questa pillola di vita
vorrei pe-
|
|
rò
raccontare una storia insolita nata da
una situazione contingente e che ha
|
|
coinvolto
i condomini, le forze dell'ordine,
l'amministratore ed un ignaro estra-
|
|
neo.
Sono le ore 21,30 e suonano alla porta
di un ex amministratore , apre, e
|
|
due
persone si presentano informandolo che
nel passato era stato il loro
ammi-
|
|
nistratoe
che per una disattenzione ed anche a causa
di una folata di vento era
|
|
no
rimaste chiuse fuori casa. L'ex
amministratore le guarda con
curiosità
e ri-
|
|
corda
che ormai sono anni che non professa
più tale professione, ma insistono
|
|
chiedono
aiuto.
Sono venuti al mare per fare una
breve vacanza e non sanno
|
|
cosa
fare in situazioni del genere pertanto
sperano che con la sua
esperienza
|
|
possa
aiutarle. Vengono informate che in
questi casi la prima cosa da farsi è
|
|
chiamare
i vigili del fuoco i quali con le lunghe
scale a loro disposizione posso-
|
|
no
raggiungere un balcone dell'alloggio e
forzare una finestra. In nome
della
|
|
vecchia
amicizia però desidera aiutarli
pertanto ritiene
corretto chiamare il
|
|
nuovo
amministratore ed informarlo del
fatto
chiedendo se fosse in possesso
|
|
di
una chiave di riserva.
Un tempo tutti
gli amministratori erano dotati di
un
|
|
duplicato
della chiave di accesso di tutti gli
alloggi amministrati ma ultimamen-
|
|
te
nessuno consegna più le chiavi sia
per proteggere
la propria casa sia per
|
|
manlevarlo
da responsabilità in caso di furto.
Purtroppo il nuovo amministratore
|
|
non
ha la chiave di riserva pertanto non
resta che chiamare i vigili del fuoco ma
|
|
prima
di procedere cercano di rintracciare
un operaio che
di professione fa
|
|
piccoli
lavori di manutenzione ai serramenti il
quale si dichiara, malgrado l'ora
|
|
tarda,
disponibile a raggiungere i malcapitati
con gli attrezzi necessari.
Ora i
|
|
due
non si sentono più soli, si sono
tranquillizzati perchè hanno
trovato
delle
|
|
persone
che cercano di aiutarle.
I quattro
raggiungono il condominio, salgono
|
|
al
piano prescelto e si affidano
all'esperienza dell'operaio.
La
serratura però
|
|
è
di ultima generazione e l'operaio ha
molte difficoltà ad aprirla e quasi a
farlo
|
|
apposta
il trapano portatile ha la batteria
scarica pertanto è
necessario fare
|
|
ritorno
in laboratorio per prendere un secondo
trapano. I minuti passano, anzi
|
|
le
ore, il freddo incomincia a farsi
sentire, la speranza di riuscire
vacilla, ma
|
|
finalmente
il lavoro riprende. Per sdrammattizare
scherzano sull'accaduto,
si
|
|
scusano
per il disturbo che arrecano e
sperano che tutto finisca al
più
presto.
|
|
l'operaio
deve praticare un foro al centro del
nottolino della serratura nella
|
|
speranza
di eliminare tutti i pistoncini che
servono a rendere sicura la serratu
|
|
ra
stessa.
Il foro è ormai fatto, non
resta che infilare un cacciavite e farla
|
|
scattare
ma nel silenzio che precede il momento
cruciale si ode un ordine peren
|
|
torio,
minaccioso. . . . .in alto le mani.
. .spaventati per la sorpresa si voltano
e
|
|
vedono
due carabinieri che, arma in pugno.
. ., li invitano ad allontanarsi dalla
|
|
porta
per procedere all'arresto. La situazione
è particolare, direi comica,
sem-
|
|
bra
di partecipare ad un film giallo, un
triller, occhi sbarrati, il cuore
in gola,
|
|
nessuno
osa parlare mentre le forze dell'ordine
continuano nella loro opera di
|
|
repressione
a difesa della proprietà privata.
Finalmente i presenti riescono a
|
|
spiegare
l'accaduto e raccontano i fatti
mostrando altresì i loro documenti.
I
|
|
carabinieri,
dopo gli accertamenti di rito,
comprendono l'equivoco e scusandosi
|
|
lasciano
il condominio ed i quattro personaggi
della nostra storia. Sono le 23 e
|
|
45 ,
ora la porta è aperta e possono entrare,
ridono ma è un riso isterico,
pieno
|
|
di
paura, non capiscono l'intervento dei
carabinieri e come sia successo
e si
|
|
domandano
se potevano evitarlo ma non trovano
risposta ai loro quesiti, Il gior-
|
|
no
dopo nel raccontare agli amici quello
che era avvenuto e la paura che aveva-
|
|
no
avuto scoprono quello che era accaduto.
Il loro vicino aveva sentito che qual
|
|
cuno
armeggiava alla serratura dell'alloggio
accanto e pensando si trattasse di
|
|
ladri
aveva chiamato i carabinieri che erano
prontamente intervenuti. Ora posso
|
|
no
ridere tutti, il pericolo è passato e
con lui anche la paura e la preoccupazio-
|
|
ne.
E' stata una serata da incubo, con molte
sorprese, una vacanza al mare indi-
|
|
menticabile,
una vacanza che i protagonisti, nei
prossimi anni, racconteranno ai
|
|
nipotini
alla sera seduti davanti al caminetto,
come una favola. Non potranno e
|
|
non
potremo neppure dimenticare il
tempestivo intervento delle forze
dell'ordi-
|
|
ne
che ci hanno fatto paura ma ci hanno
anche fatto sentire più sicuri e protet-
|
|
ti
in questo mondo pieno di polemiche e di
tante incertezze. Questa storia, vera
|
|
sarà
oggetto di discussione nella prossima
assemblea dei condomini dove
non
|
|
mancheranno
le polemiche ed ognuno darà una
versione diversa dei fatti, entre-
|
|
rà
sicuramente nella leggenda del
condominio.
|
|
Arma
di Taggia 16 gennaio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°94
|
|
COME
SAN FRANCESCO DA ASSISI
|
|
Settembre,
io e il mio amico Giorgio decidiamo di
andare per funghi.
Come di
|
|
consueto
ci alziamo presto e ci avviamo, in auto,
nell'entroterra ligure verso una
|
|
località
che ci era stata segnalata ma che
conoscevamo poco. La ricerca di fun-
|
|
ghi
è anche l'occasione per passare una
giornata all'aperto nei boschi. Raggiun-
|
|
giamo
il luogo e dopo aver parcheggiato ci
siamo avviati a piedi nella boscaglia.
|
|
Incominciamo
a cercare tra le foglie a terra e negli
arbusti ma la fortuna non ci
|
|
assiste
pertanto ci inoltriamo sempre più nel
castagneto cercando di memorizza-
|
|
re
punti di riferimento che saranno utili
quando faremo il percorso di ritorno.
|
|
Improvvisamente
scende la nebbia e le cose incominciano
ad essere più diffici-
|
|
li.
Sembrava di essere avvolti in ua coltre
bianca, la visibilità era scarsa,
prati-
|
|
camente
nulla, potevamo vedere solo pochi metri
davanti a noi pertanto, per pru
|
|
denza,
decidemmo di fare ritorno all'auto.
Come
capita spesso in queste situa-
|
|
zioni,
nella concitazione del momento, non
ritroviamo la strada che avevamo per-
|
|
corso
in precedenza, ci affidiamo quindi
all'istinto e proseguiamo nella direzio-
|
|
ne
che riteniamo più giusta. Dopo un'ora
di ricerca infruttuosa del sentiero
da
|
|
percorrere
incominciammo a preoccuparci pertanto
pensammo di farci aiutare
|
|
dall'amico
che ci aveva segnalato il posto.
Digito
il numero sul cellulare ma in
|
|
quel
tratto di boscaglia non c'è campo
pertanto non è possibile comunicare.
Ci
|
|
sediamo
a terra e facciamo il punto della
situazione mentre la nebbia
diventa
|
|
sempre
più fitta. Consultiamo la cartina
cercando di stabilire dove siamo quindi
|
|
decidiamo
di avviarci verso sud in quanto era
indicata una strada che costeggia
|
|
va
il bosco ed era indispensabile
raggiungerla. Non so se vi è mai
capitato ma
|
|
quando
vi trovate in una situazione simile
l'unica cosa che dovete fare è mante-
|
|
nere
la calma altrimenti si perde
completamente l'orientamento. Finalmente
rag-
|
|
giungiamo
una radura dalla quale abbiamo una veduta
della valle e tra gli alberi
|
|
scorgiamo,
in lontananza, un campanile.
Tale
visione ci rincuorò e decidemmo
|
|
che
dovevamo raggiungere la chiesetta dove
sicuramente vi era anche un picco-
|
|
lo
agglomerato di case ed una strada.
Il tragitto non fu facile ma dopo
circa
|
|
un'ora
e mezza di cammino tra rovi e ripidi
pendii raggiungiamo la chiesetta ed
|
|
il
paese. Ora ci sentiamo al sicuro, felici
dello scampato pericolo ma, considera
|
|
to
che il nostro cellulare non ha ancora
campo, dobbiamo
trovare un telefono
|
|
fisso
al fine di poter avvisare le nostre
famiglie che stavamo bene. Ci rendiamo
|
|
conto
che il paese era dall'altra parte
della montagna a circa 3 Km
dal posto
|
|
dove
avevamo lasciato l'auto pertanto avevamo
anche bisogno di un mezzo
per
|
|
raggiungerla.
Finalmente incontriamo una persona che
ci indica una casa all'e-
|
|
stremità
del paese dicendo che il padrone era
concessionario del telefono pub-
|
|
blico
inoltre svolgeva anche l'attività
commerciale di generi alimentari.
Raggiun
|
|
giamo
la casa sulla quale fa bella mostra
l'insegna del telefono, ci avviciniamo
|
|
ed
in mancanza del campanello chiamiamo ad
alta voce il proprietario. Nessuna
|
|
risposta
ma vediamo che la porta è socchiusa,
stiamo per entrare quando appare
|
|
sulla
soglia un grosso cane nero Abbaia e
ringhia mostrando i denti bianchi
Ha
|
|
le
zampe anteriori allargate in una chiara
posizione di difesa della casa.
Dico
|
|
al
mio amico di non fare movimenti bruschi
perchè lo potrebbero spaventare.
|
|
Giorgio
indietreggia adagio e mi invita a
fare altrettanto e ad andare via
perchè
|
|
ha
paura dell'animale. A me piacciono i
cani pertanto rassicura il mio amico e
mi
|
|
avvicino
lentamente, allungo la mano ed aspetto.
Il cane la osserva, la annusa,
|
|
la
mordicchia senza farmi alcun male quindi
la lecca e si accovaccia ai miei pie-
|
|
di .
Giorgio è sorpreso ed ha una
esclamazione di ammirazione dicendo
contem-
|
|
poraneamente
" Valentino sei come San Francesco
di Assisi, hai ammansito il lu-
|
|
po"
Io sorrido e lo informo che normalmente
i cani abbaiano e ringhiano per
|
|
fare
paura ma soprattutto per superare la
loro paura. In effetti il cane aveva
|
|
capito
che poteva fidarsi, che non avevo
nessuna intenzione di fargli del
male,
|
|
che
ero suo amico. Ed ecco che il padrone
viene fuori dalla casa ed anche lui è
|
|
sorpreso
per quello che vede, si rivolge al cane
con un cenno di rimprovero ma
|
|
l'animale
continua a scodinzolare simpaticamente.
Telefoniamo alle nostre fami
|
|
glie
le quali si erano stupite del ritardo ma
pensavano che avessimo trovato mol
|
|
ti
funghi. Mio genero verrà a prenderci
con la sua auto per farci recuperare la
|
|
nostra
e scherzando ci prende in giro dicendo
che siamo dei dilettanti che
ab-
|
|
biamo
bisogno di una balia. Mentre sto
depositando la cornetta volgo lo sguardo
|
|
al
piccolo negozio di montagna. Giornali di
due giorni prima, pasta, vino e
tanti
|
|
altri
oggetti di vita quotidiana erano posti
in bella mostra in
piccoli scaffali
|
|
lungo
la parete. Su tutto un cartello sul
quale è scritto in una calligrafia
incerta
|
|
ma
dai toni polemici " siamo
costretti
a chiudere perchè la legge ci obbliga a
|
|
mettere
il registratore di cassa ",
Poi il
mio sguardo si posa su di una strana
|
|
gabbia
per uccelli appesa al soffitto, tutta
coperta di mosche, mentre nell'aria
|
|
aleggia
un forte odore di formaggio. Chiedo
spiegazioni ed il titolare del nego-
|
|
zio
mi informa che nella gabbia viene
riposto il formaggio a stagionare e
deve
|
|
proteggerlo
dalle mosche con una rete a maglia molto
fine. In un angolo un fri-
|
|
gorifero
nel quale vengono custoditi tutti i
generi alimentari più delicati ma no-
|
|
to
che la presa elettrica è staccata.
Mi
stupisco, non riesco a capire il perchè
|
|
ma
vengo a sapere che, per risparmiare
l'energia
elettrica, il frigo viene tenuto
|
|
in
funzione solo poche ore al giorno in
quanto quando raggiunge la giusta tempe
|
|
ratura
la conserva per ore. Ringraziamo,
salutiamo e ci avviamo verso la piazza
|
|
del
paese in attesa dell'arrivo di mio
genero. Sorridendo guardo Giorgio e
ripe-
|
|
to ,
a voce alta, con allegria. . . giornali
scaduti. . . il formaggio in gabbia. . .
.il
|
|
frigo
senza corrente , , , ed infine io. . .
come San Francesco ! ! !. .
e,
scherzan-
|
|
do,
aggiungo. . chissà che non sia vero.
|
|
Dopo
circa un'ora lasciamo il piccolo paese
dove vivono solo 25 persone anzia-
|
|
ne ,
dove non vi sono bambini, dove il tempo
si è fermato, dove il progresso
è
|
|
solo
una parola del vocabolario, dove le
giornate passano lente e sempre eguali
|
|
e
non posso fare a meno di pensare con
tristezza che tutto questo tra non molto
|
|
sarà
solo un ricordo ed i giovani sentendo i
racconti dei loro nonni faranno fa-
|
|
tica
a capire.
|
|
Arma
di Taggia 23 gennaio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°95
|
|
IL
DONO PIU' PREZIOSO
|
|
Per
me il momento più bello della giornata
è alla sera quando vado a letto e spen
|
|
go
la luce. Nel silenzio ovattato che mi
circonda , che mi avvolge in un caldo ab-
|
|
braccio
sento la casa che respira, che pulsa
come un essere vivente. Uno scric-
|
|
chiolio
dell'armadio, il brontolio del
frigorifero, i rumori della strada, i
baglio-
|
|
ri
dei fari sul soffitto, è un continuo
parlare e tutto questo mi aiuta a
ricordare
|
|
il
passato portandomi lontano nel tempo e
nello spazio. E' proprio vero
quello
|
|
che
ho letto poco tempo fa sulla nostra
psiche e sul cervello che non dorme
mai
|
|
ma
elabora continuamente fatti recenti ed
altri sepolti nei ricordi del passato.
|
|
In
questi giorni tutti parlano della
tragedia della Costa Concordia , un
disastro
|
|
causato
dalla troppa sicurezza e dalla vanità
di u uomo che voleva mostrare
al
|
|
mondo
la sua bravura, la sua
temerarietà. Ma la troppa
sicurezza lo ha tradito
|
|
e
per un gesto di saluto hanno perso la
vita molte persone innocenti.
La TV ha
|
|
raccontato
i fatti trasmettendo immagini, il
contenuto di alcune telefonate ed i
|
|
racconti
dei sopravissuti che hanno mostrato la
tragedia nella sua
faccia più
|
|
cruda
e terribile. La visione dei vari filmati
ha portato alla mia memoria un ricor
|
|
do
della mia esperienza marinara che avevo
dimenticato. A questo punto non pos
|
|
so
fare a meno di pensare alla mia amica
che un giorno mi disse " capitano
tutte
|
|
a te
Valentino ! ! !" inizialmente avevo
sorriso pensando che esagerasse
ma oggi
|
|
incomincio
a pensare che forse aveva ragione. Ora
vi racconterò un fatto che mi
|
|
è
realmente accaduto e che sino ad
oggi avevo rimosso dalla memoria.Come
mio
|
|
solito
racconterò i fatti tralasciando i nomi
delle persone ed i luoghi, riconosce
|
|
rete
solo me, il protagonista, quello che ha
subito gli eventi. Siamo nel 1959 e ho
|
|
21
anni, sono al mio secondo imbarco e
questa volta dovrò prestare servizio
sul
|
|
la
mia prima petroliera dalla stazza di
20.000 tonnellate e lunga circa 200
me-
|
|
tri
che avrebbe fatto rotta in Sud America e
più precisamente in Texas per ca-
|
|
ricare
petrolio da portare in Olanda.
Eccitato
per la nuova avventura e per il
|
|
fatto
che ero stato promosso allievo ufficiale
di macchine raggiungo la nave nel
|
|
porto
di Genova. Appena a bordo vado in
esplorazione in sala macchine per pren
|
|
dere
confidenza con i nuovi macchinari e per
conoscere i compagni di viaggio.
|
|
Ora
siamo in navigazione e tutto procede
regolarmente, il morale è alto e ho fat
|
|
to
amicizia con tutto l'equipaggio.
Il
Direttore di macchina mi assegna il
turno
|
|
con
il primo macchinista dalle ore 24 alle
ore 4 pertanto appena cenato vado in
|
|
cabina
per riposare. Prima di addormentarmi do
un ultimo sguardo
dall'oblò,
|
|
tutto
attorno è buio neppure una stella, il
cielo è coperto da molte nuvole. Il
rit-
|
|
mo
dei motori , monotono e continuo, mi
aiuta ad addormentarmi e, come
ogni
|
|
notte,
penso al mio paese , agli amici, ai miei
genitori che sono molto preoccupa-
|
|
ti
di questa professione che per loro è
tanto pericolosa e lontana dal loro
con-
|
|
cetto
di vita se confrontata a quella di un
piccolo paese. Improvvisamente vengo
|
|
svegliato
da suoni di sirene e urla provenienti
dal ponte di comando. Non capi-
|
|
sco
cosa stia accadendo, alzo la testa e
guardo dall'oblò e, con mia grande sor-
|
|
presa
il cielo è scomparso, ora vedo
finestre, case illuminate e tante
piccole im-
|
|
barcazioni
attorno alla nave. Mi vesto in
tutta fretta e salgo in coperta. La nave
|
|
ha
un sobbalzo, quindi un secondo, sono
preoccupato ed appena posso
guardo
|
|
fuori
bordo. La nave è ferma con la prua in
un piccolo porto di un'isola del medi
|
|
terraneo.
Tutti sono eccitati, corrono a destra e
a sinistra , gli ordini si susse-
|
|
guono
senza un ordine logico. Il panico si
impadronisce di me, penso che la nave
|
|
si
sia incagliata perchè sento uno
scricchiolio sinistro che accompagna
il lento
|
|
movimento
dello scafo. Mi avvicino ai marinai e
faccio domande sull'accaduto
|
|
ma
nessuno mi ascolta.
Da una piccola
imbarcazione un uomo sta gridando
in
|
|
uno
strano dialetto, rivolto verso la nave,.
. . chi siete ?. . .chi siete ?. . .Solo
allo
|
|
ra
il comandante risponde al richiamo ed
informa lo sconosciuto che è nato sul-
|
|
l'isola
e desidera salutare i parenti. Ed ecco
che i parenti sono sottobordo, salu
|
|
ti,
risa e tanto clamore e solo per mostrare
che era stato promosso comandante
|
|
di
un grande bastimento. Subito dopo il
comandante da l'ordine ."indietro
tutta"
|
|
e la
nave guadagna, con grande fatica, un
fondale idoneo alla sua
stazza.Alla lu
|
|
ce
dei fatti accaduti alla Costa
Concordia anche noi avremmo potuto affonda -
|
|
re e
non a caso la chiglia aveva toccato il
fondale ma per nostra fortuna, al
mo-
|
|
mento
dell'urto la nave era scarica pertanto
aveva un piccolo pescaggio e abbia
|
|
mo
potuto riprendere tranquillamente la
navigazione e la rotta prestabilita. Non
|
|
si
è saputo mai come è potuto accadere ma
il fatto è stato segnalato alla Compa
|
|
gnia
di Navigazione ed il comandante è stato
esonerato dall'incarico non appe-
|
|
na
raggiungemmo il primo porto. Come
vedete, cari amici, anch'io ho
avuto una
|
|
avventura
molto pericolosa che si sarebbe potuta
trasformare in tragedia ma la
|
|
fortuna
ci ha aiutato ma non posso pensare che
il dono più prezioso " la
vita "
|
|
possa
essere messo in pericolo per una
bravata, per dimostrare a se stessi e
agli
|
|
altri
quanto siamo bravi ed importanti.
|
|
Un'amara
constatazione, se avessimo fatto
naufragio, sul mio libretto di naviga-
|
|
zione
avrebbero fatto questa breve annotazione
" sbarcata in alto mare "
|
|
Arma
di Taggia 30 gennaio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°96
|
|
IL
MARE E LE SUE INSIDIE
|
|
La
vita marinara, piena di fascino e di
avventure, mi ha portato in tanti
luoghi
|
|
lontano
dalla mia amata Italia e ha contribuito
a prepararmi per una vita futura
|
|
nella
quale nulla mi avrebbe spaventato in
quanto mi ha insegnato che ogni
per-
|
|
sona
può fare tutto ciò che desidera se ha
fede e costanza. Quando si viaggia
|
|
su
di una nave è necessario sapere che
puoi fare affidamento solo su te stesso
|
|
perchè
ogni volta dei trovare la soluzione ai
problemi quotidiani mettendo in pra
|
|
tica
tutto quello che hai imparato. Quando
penso agli anni trascorsi in mare non
|
|
posso
fare a meno di ricordare i momenti belli
ed anche quelli che hanno messo
|
|
in
pericolo la mia vita e come in un film
ricordo spesso quando
ero alla fonda
|
|
nella
rada di " Baia Blanca " in
Argentina in attesa di entrare in porto
per cari-
|
|
care
grano da portare nel nord Europa. Non
era la prima volta che facevo quella
|
|
rotta,
mi sentivo un veterano e sorridevo nel
vedere il giovane allievo di macchi-
|
|
na
che guardava la costa.In lui rivedo me
stesso solo un anno prima quando pien
|
|
di
speranze ho raggiunto per la prima volta
questo porto. Sembra un modo di di-
|
|
re
ma la vita dura del mare ti fa crescere
in fretta, non hai il tempo di
pensare
|
|
e
non ti accorgi che il tempo passa
velocemente e diventi uomo. Mi
avvicino e sor
|
|
ridendo
lo informo di tutti i tesori che avrebbe
potuto visitare non
appena
|
|
avremmo
attraccato alla banchina. Mi guarda con
ammirazione perchè, come se-
|
|
condo
Ufficiale, rappresento quello che aspira
diventare, mi considera impor-
|
|
tante
anche se ci dividono solo pochi anni di
età. Mi ascolta con attenzione e, so
|
|
no
sicuro, seguirà tutti i miei consigli
come un figlio quelli del padre. E' sempre
|
|
la
stessa storia ogni volta che
raggiungiamo un porto del sud America.
L'organiz
|
|
zazione
di terra è scarsa quindi non ci resta
che aspettare pazientemente, i gior
|
|
ni
passano lenti, la noia si impadronisce
dell'equipaggio il quale impegna il
tem-
|
|
po
facendo piccoli lavori di manutenzione e
giocando a carte. Il momento più al-
|
|
legro
della giornata è quando pranziamo
perchè possiamo socializzare e parlare
|
|
delle
nostre esperienze, della famiglia e
della vita di terra.Ed è proprio
in uno
|
|
di
questi momenti sereni che accadde un
fatto che avrebbe potuto diventare tra
|
|
gedia.
Come ho detto, siamo in sala mensa
quando l'allievo, guardando dall'oblò,
|
|
fa
questa osservazione " il bastimento
accanto al nostro si sta muovendo
". La
|
|
notizia
ci coglie di sorpresa ed anche noi
guardiamo, rimaniamo stupiti e pensia-
|
|
mo
che non sia possibile che possa entrare
nel porto perchè era arrivato
dopo
|
|
di
noi e per questo motivo avevamo la
precedenza. Improvvisamente però le
navi
|
|
in
rada iniziarono a suonare tutte le
sirene, non comprendiamo il significato
di
|
|
tale
frastuono ma alla fine ci rendiamo conto
che vogliono attirare l'attenzione
|
|
sul
fatto che è la nostra nave che si sta
muovendo, stava andando
alla
deriva,
|
|
verso
la scogliera del porto poichè avevamo
perso l'ancora di dritta a causa
del
|
|
la
rottura della catena. Dopo la sorpresa
iniziale gli ufficiali di coperta
raggiun
|
|
sero
il ponte di comando mentre io ed i
miei colleghi ci precipitammo nella sala
|
|
macchine.
Purtroppo le turbine necessitano di una
lunga preparazione ma non
|
|
era
possibile aspettare, il tempo stringeva
pertanto decidemmo, senza indugio,
|
|
che
dovevamo rischiare e mettere subito in
moto al fine di rendere governabile
|
|
la
nave. Dal ponte di comando il Comandante
sollecita la partenza, gli scogli so-
|
|
no
molto vicini, sembra che nulla possa
evitare l'urto quando l'elica inizia a
muo
|
|
versi, dapprima molto lentamente, poi più
velocemente. La nave ferma la sua cor
|
|
sa
verso riva e dopo pochi minuti, grazie
ad una azione combinata tra coperta e
|
|
macchine,
riprendiamo il largo mentre tutte le
imbarcazioni nella rada, in segno
|
|
di
gioia, ci salutano con getti d'acqua e
sirene. Tutti festeggiano la riuscita
del
|
|
la
manovra perchè in mare vige un codice
di solidarietà tra tutti i vaviganti,
sen
|
|
za
distinzione di razza e di nazionalità.
E' consuetudine aiutare un collega in
|
|
pericolo
e gioire quando questi è in salvo.
Furono momenti di tensione, di paura,
|
|
ma
il sangue freddo e la calma di tutto
l'equipaggio hanno permesso di portare
|
|
a
termine una manovra temeraria. Ora siamo
in mare aperto e possiamo valutare
|
|
i
danni. Avevamo perso un'ancora pertanto
era necessario rimpiazzarla con quel
|
|
la
di scorta. L'operazione non era tra le
più facili a causa del peso ed anche
al
|
|
rollio
della nave pertanto venne studiata nei
minimi particolari, tutto doveva es-
|
|
sere
eseguito con precisione millimetrica.
Col bigo venne issata l'ancora di scor-
|
|
ta
che doveva essere messa in mare facendo
attenzione che non colpisse il pon-
|
|
te o
la fiancata della nave stessa in quanto
avrebbe causato gravi danni alla co-
|
|
perta
o allo scafo con possibilità di
affondamento. Ora l'ancora è penzoloni
dal
|
|
bigo
ma oscilla paurosamente a causa del
rollio della nave. Tutti guardano con il
|
|
fiato
sospeso, è un momento difficile, dalla
riuscita della manovra dipende il fu
|
|
turo
della nave e di noi tutti, pertanto
viene affidata al nostromo, uomo di mare
|
|
con
grande esperienza . Osserva attentamente
l'oscillazione, valuta il dondolio
|
|
dell'ancora,
aspetta il momento opportuno e, nel
silenzio più profondo,
coglie
|
|
l'attimo
favorevole e molla la cima, l'ancora
cade in mare e si inabissa mettendo
|
|
in
tensione la catena.L'equipaggio intero
con un lungo applauso seguito da un ur
|
|
lo
di gioia saluta la riuscita
dell'operazione. Ora siamo nuovamente
operativi e
|
|
facciamo
ritorno nella rada dove ci attende il
rimorchiatore per portarci in por-
|
|
to.
Tutti possono ridere e commentare gli
avvenimenti, il comandante, dopo aver
|
|
ringraziato
l'equipaggio, invia un messaggio alla
compagnia di navigazione. Ave-
|
|
vamo
affrontato con coraggio le insidie della
vita di mare, da soli avevamo supe
|
|
rato
ogni difficoltà e vissuto ua giornata
che non avremmo mai più dimenticato.
|
|
Arma
di Taggia 07 febbraio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°97
|
|
LADRI
PER CASO
|
|
Nel
corso della vita spesso ci troviamo in
situazioni che facciamo fatica a com-
|
|
prendere
e ci fanno vivere emozioni particolari.
Ebbene oggi vorrei raccontarvi
|
|
quello
che mi è capitato molti anni fa e
tutto senza che io lo avessi voluto
o
cer
|
|
cato.
Sarà meglio però che inizi dal
principio. Eravamo alla fine degli anni
50 e
|
|
la
mia vita stava per cambiare in quanto
avevo finito le scuole ed ero in
attesa
|
|
di
un imbarco e nulla faceva presagire che
sarebbe accaduto qualcosa di molto
|
|
insolito.
In quel tempo il divertimento principale
era quello di andare al cinema
|
|
ed
era per questo motivo che spesso andavo
a Sanremo dove le sale cinematogra
|
|
fiche
erano aperte tutti i giorno. La vita
quotidiana di paese aveva un ritmo
len-
|
|
to
ed io e il mio amico del cuore ci
incontravamo, come di solito, in piazza
e pas
|
|
seggiavamo
per ingannare il tempo parlando del più
e del meno ma gli argomenti
|
|
, a
volte, erano scarsi pertanto ci sedevamo
al bar e giocavamo una partita a car
|
|
te.
Quel giorno però le nostre teste non
erano concentrate sul gioco, stavamo se
|
|
duti
ed osservavamo le evoluzioni di un
piccione quando giunse
un'auto, una
|
|
Fiat
600 color beige, che parcheggiò a lato
della piazza, scese uno sconosciuto
|
|
che,
dopo essersi guardato attorno, si
rivolse a noi chiedendoci se sapevamo
do-
|
|
ve
avrebbe potuto trovare una persona a cui
doveva parlare. Al nostro cenno di
|
|
intesa
disse il nome, scoppiammo in una risata
perchè stava cercando proprio il
|
|
mio
amico Gianni.
Si presentò e ci spiegò
che il giorno prima il padre del
mio
|
|
amico
aveva acquistato l'auto appena
parcheggiata per il figlio e la
consegnò.
|
|
In
effetti la settimana dopo Gianni avrebbe
dovuto iniziare una nuova attività
|
|
pertanto
gli sarebbe servita per andare al
lavoro. Tutto questo fu sufficiente
|
|
a
creare l'argomento di discussione.
Gianni, che non sapeva nulla di quello
che
|
|
il
padre aveva architettato, ritirò la
Fiat 600 e salimmo a bordo per fare un
gi-
|
|
retto
di prova. Prima eravamo ciechi ed ora
vedevamo chiaramente come avrem-
|
|
mo
potuto far passare la giornata, Il dono
di un'auto era abbastanza insolito e
|
|
quindi
eravamo euforici, pieni di idee e senza
rendercene conto ci avviammo ver
|
|
so
Sanremo. Lungo il tragitto non facevamo
altro che parlare del regalo, del fat
|
|
to
che il motore era brillante inoltre
aveva una buona ripresa necessaria per
ef-
|
|
fettuare
i sorpassi con tranquillità.
Il tempo
aveva iniziato a scorrere veloce-
|
|
mente
ed in men che non si dica raggiungemmo
destinazione. Parcheggiammo in
|
|
una
piazza dove era consentito il posteggio
gratuito e ci avviammo verso il cen-
|
|
tro
in cerca di emozioni. Guardammo tutte le
vetrine curiosi di ammirare le novi-
|
|
tà.
Le strade erano affollate di passanti
come non era mai avvenuto nel
nostro
|
|
piccolo
paese e questo ci rendeva felici.
Ci
informammo su tutti i film in proie-
|
|
zione
ed alla fine decidemmo di andarne a
vederne uno di guerra. La proiezione
|
|
durò
un'ora e mezza quindi riprendemmo il
nostro peregrinare in centro ed alla
|
|
fine
pensammo di fare ritorno a casa.
Raggiungemmo la piazza dove avevamo par
|
|
cheggiato
cercando di ricordare il luogo preciso
ed infine vedemmo l'auto. Ap-
|
|
pena
fummo vicini notammo tre persone, una
donna e due uomini, che
stavano
|
|
parlando
animatamente, il mio amico estrasse la
chiave e senza curarsi dei pre-
|
|
senti
si accinse ad aprire la portiera.
l'operazione non si rivelò facile
ma
dopo
|
|
parecchi
tentativi riuscì nel suo intento e ci
sedemmo mentre stavamo
ancora
|
|
ricordando
le azioni del film appena visto. Cercò
di infilare la chiave nell'accen
|
|
sione
ma anche questa operazione avvenne con
non poche difficoltà. Pensammo
|
|
che,
trattandosi di un'auto di seconda mano,
erano dovute all'usura. Il motore ,
|
|
sollecitato
dall'acceleratore, fece sentire il suo
rombo possente, Gianni ingranò
|
|
la
prima e ci allontanammo felici per aver
vissuto una giornata serena e lontano
|
|
dalla
monotonia del paese. Tutto procedette
tranquillamente sino a quando
nel-
|
|
l'affrontare
una curva a U sentimmo un rumore
provenire dal retro dell'auto. Mi
|
|
voltai
e vidi, riversa, una borsa della spesa
con il suo contenuto sparso sul pavi-
|
|
mento.
Subito pensammo che l'aveva dimenticata
la persona che aveva consegna-
|
|
to
l'auto ma poi, ripensando a quello che
era accaduto ci rendemmo conto
che
|
|
non
era possibile. Rivedemmo come in un
film quello che avevamo fatto nelle ulti
|
|
me
ore e guardando i particolari
dell'interno comprendemmo che l'auto non
era
|
|
la
nostra ma, molto probabilmente, avevamo
preso quella di un'altra persona per
|
|
tanto
facemmo immediatamente ritorno nella
piazza che avevamo lasciato
poco
|
|
prima.
Ci avvicinammo al posteggio, i due uomini
erano ancora intenti nei loro di-
|
|
scorsi
mentre la donna ci guardò in uno
strano modo ed iniziò a gridare , , ,
al
|
|
ladro.
. .al ladro. Comprendemmo subito che
l'auto era la sua pertanto ci fermam
|
|
mo e
con non poca fatica riuscimmo a
spiegarle quello che era avvenuto. La
don
|
|
na
si calmò i due uomini si avvicinarono
minacciosi ma in breve tempo anche loro
|
|
compresero
e tutti e cinque ridemmo perchè la
situazione aveva il sapore di una
|
|
burla.
In effetti l'auto della signora era del
medesimo colore di quella del mio
|
|
amico,
anche la sua era di seconda mano ed era
una Fiat 600, tutte queste coin
|
|
cidenze,
considerato anche che erano solo poche
ore che Gianni ne era venuto
|
|
in
possesso, ci avevano indotto
nell'errore. Per fare pace entrammo
tutti in un
|
|
bar
vicino e brindammo all'accaduto
commentando con ironia gli
avvenimenti
|
|
che
il caso aveva creato e solo la fortuna
ci aveva evitato conseguenze legali in
|
|
quanto
potevamo essere denunciati per furto. Da
quel giorno ogni volta che do-
|
|
vevamo
prendere l'auto ci accertavamo che era
proprio quella di Gianni per non
|
|
essere
nuovamente accusati di furto anche se
solo per caso.
La fortuna o la
|
|
sfortuna
è una componente determinante in tutte
le nostre azioni e spesso venia
|
|
mo
coinvolti in fatti che non avremmo
voluto o creduto che potessero accadere.
|
|
Il
destino a volte si prende gioco delle
nostre vite e la storia che ho appena
rac
|
|
contato
lo testimonia. Sono certo che fatti
simili accadono più spesso di quanto
|
|
possiamo
pensare.
|
|
Arma
di Taggia 13 febbraio 2012
|
|
Valentino
|
|
|
|
Pillola
N°98
|
|
A
proposito di REINCARNAZIONE ovvero
"La vita prima della vita "
|
|
Forse
è capitato anche a tutti voi di pensare
alla reincarnazione, al fatto
che
|
|
forse
abbiamo avuto un'altra vita e allora
sento che sarebbe interessante avere
|
|
una
certezza sul nostro passato e sulla
possibilità di trasferire nella nuova
vita
|
|
esperienze
di quella passata, Quando penso al
mistero della vita, in questo mon-
|
|
do
imperfetto, ho il desiderio di conoscere
il mio passato e spesso mi ritrovo
a
|
|
meditare
cercando di vedere qualche indizio che
possa farmi capire chi ero
e
|
|
perchè
ora sono così.
A volte mi capita di
passare in luoghi che mi ricordano
|
|
qualcosa
come se vi fossi già vissuto ma non
riesco a collegarli tra loro ed allo-
|
|
ra
la mia fantasia si diverte a farmi
fantasticare, altre invece analizzo il
mio
|
|
comportamento
attuale e cerco di dare
spiegazioni che possano
illuminarmi ma
|
|
sono
sempre senza risposta.Nei giorni scorsi
ho letto una ricerca effettuata da
|
|
studiosi
americani che hano raccolto una grande
quantità di straordinarie testi-
|
|
monianze
su fatti che le persone assicurano che
sono accaduti nella loro vita
|
|
passata
ma è certo che nessuno conosce quello
che avviene dopo la morte.
Il
|
|
Dott.
Tucker ha anche scritto un libro dal
titolo " La vita prima della vita
" nel
|
|
quale
raccoglie molti racconti di bambini che
affermano di avere
avuto espe-
|
|
rienze
in vite precedenti. Molti studiosi
ritengono che Tucker abbia fatto uno
|
|
studio
molto interessante mentre altri lo
considerano un fertile argomento
per
|
|
creduloni,
la verità è che non è possibile sapere
con certezza cosa sia accaduto
|
|
e
quindi ognuno vi può speculare. Nel
libro vengono raccolte anche frasi
pronu-
|
|
ciate
da bambini che affermano. . . quando ero
grande facevo questo o quello. .
|
|
oppure
. . .nella mia ultima vita io. . .
racconta anche che un giorno
un
ragazzino
|
|
mentre
la madre stava guidando l'auto disse. .
. nel passato ho guidato un auto-
|
|
carro.
. .E' pur vero che questi fatti
non sono verificabili ma analizzando a
fon
|
|
do
ogni singolo caso si possono trovare
strane coincidenze con
molti dettagli
|
|
specifici
e quando vengono indicati nomi e luoghi
allora i dubbi ci assalgono
e
|
|
alimentano
nuove possibilità, nuovi traguardi
nella ricerca per capire quello che
|
|
eravamo.
Naturalmente non mancano persone
scettiche che insinuano che questi
|
|
ricordi
di vita passata sono solo fantasie. Ma
ora vorrei poter analizzare la pos
|
|
sibiltà
di verificare se io ho avuto una vita
passata e se i comportamenti attuali
|
|
possono
essere condizionati da esperienze
dell'altra vita.Per ottenere un risulta
|
|
to
più attendibile ho applicato un
elaborato complesso sistema di variabili
predi
|
|
sposto
da studiosi americani i quali hanno
analizzato molti casi simili avendo co
|
|
me
dato iniziale la data di nascita
dell'individuo. Ebbene mi sono
volontariamen
|
|
te
sottoposto a questo test e per gioco ho
inserito i miei dati anagrafici
quindi,
|
|
dopo
gli opportuni scongiuri, ho premuto il
pulsante in attesa del risultato.
Ero
|
|
ansioso
di vedere se in precedenza avessi avuto
una vita prima
di questa ma
|
|
nell'attesa
mi sono tornate alla mente
le parole che
aveva scritto mio figlio
|
|
Paolo
alcuni mesi prima di morire e che
riporto così come mi sono pervenute. .
.
|
|
come
posso identificarmi in un corpo che fra
un mese sarà senz'altro diverso e
|
|
che
non è altro che un compagno temporaneo
nel viaggio alla scoperta dell'uni-
|
|
verso.
Quando sarò morto il mio corpo
cambierà aspetto, diventerà
terra ma
io
|
|
penso
che continuerò il viaggio, che non mi
fermerò. . . .Mi sono più volte doman-
|
|
dato
perchè avesse scritto queste frasi,
forse voleva parlare della reincarna-
|
|
zione,
forse erano solo fantasie di un giovane
che si stava affacciando alla vita
|
|
forse
aveva percepito che sarebbe deceduto
molto presto e
voleva indicarmi
|
|
quello
che sarebbe avvenuto dopo la sua morte..
.forse. . .forse. . E' certo che
|
|
non
riuscirò mai a sapere la verità ma
questo messaggio ha sempre creato in me
|
|
un
senso di speranza perchè ogni padre
crede nel proprio figlio, forse mi ha vo-
|
|
luto
indicare la possibilità di una vita
alla quale non posso e non voglio
rinun-
|
|
ciare.
E' certo che quello che ha scritto
è molto affascinante se collegato con
|
|
un
messaggio successivo nel quale indica le
modalità del suo incidente prima
|
|
che
avvenisse. . .cavalcavo l'asfalto e la
troppa sicurezza mi ha tradito.
|
|
senza
dimenticare altre parole come. . .vedo
il mondo ma non come lo vedi tu
|
|
ma
come era un milione di anni fa. . .io
stesso potrei essere
|
|
un'immagine nello spazio.
Tutto
questo lascia la possibilità di
|
|
essere
interpretato in mille modi e tra questi
la reincarnazione. Ora mi sento
|
|
pronto
ed allora, affascinato ed emozionato, ho
letto il responso. In preceden-
|
|
za
ero una donna nata nel 725 in una città
dell'Africa del sud, ero un
costrut-
|
|
tore
di case e di templi, avevo un carattere
forte, riflessivo con un
eccellente
|
|
auto-controllo,
piacevo alla gente anche se non sempre
amato, odiavo la violen-
|
|
za e
le differenze sociali. Pensandoci bene
molti di questi elementi si ripetono
|
|
in
questa vita, chissà forse sono una
eredità di quella precedente
ma non rie-
|
|
sco
ad averne certezza.
Prima di chiudere questo strano
soliloquio ritengo op-
|
|
portuno
ricordare che nel vangelo si parla di resurrezione
che potrebbe essere
|
|
intesa
come reincarnazione, vi è solo una
differenza terminologica, viene spes-
|
|
so
precisato che l'anima è immortale, che
è energia, che è in ognuno di noi, sen-
|
|
za
dimenticare il Buddismo e l'Induismo e
che nel Tibet credono che
il Dalai
|
|
Lama
sia una reincarnazione del suo
predecessore in quanto il nuovo viene
scel-
|
|
to
tra tanti bambini sottoponendoli ad una
attenta selezione, a molte domande e
|
|
solo
la corrispondenza di fatti concreti ne
determina la scelta. Chissà forse
la
|
|
reincarnazione
avviene veramente, ma non potremo
mai avere la sicurezza di
|
|
aver
vissuto una vita prima di questa vita,
ci resta solo la speranza di ritornare
|
|
sulla
terra nelle spoglie di un altro essere
vivente non importa quale.
|
|
Arma
di Taggia 20 febbraio 2012
|
|
Valentino
|
|
ARRIVEDERCI
A LUNEDI' PROSSIMO
|